Siddi: «Riconoscimento fondamentale, la Rai sia all’altezza»

La Rai dev’essere all’altezza del compito di «produrre e distribuire», nell'isola, «trasmissioni radiofoniche e televisive, nonché contenuti audiovisivi» di qualità di lingua e di cultura sarda....

La Rai dev’essere all’altezza del compito di «produrre e distribuire», nell'isola, «trasmissioni radiofoniche e televisive, nonché contenuti audiovisivi» di qualità di lingua e di cultura sarda. Dovrà essere perciò adeguatamente attrezzata sul piano editoriale e organizzativo.

La Sardegna deve cogliere l'inserimento del sardo tra le lingue minoritarie d’interesse nazionale destinatarie di programmazione specifica del servizio pubblico radio tv per costruire una fase nuova della sua autonomia speciale.Quanto previsto dalla nuova convenzione Stato-Rai va interpretato come una svolta. Molto più di un atto amministrativo. La lingua madre a pieno titolo nella programmazione specifica regionale, sul piano ideale e concreto, ha una portata seconda solo allo Statuto dell'Autonomia.

Nel tempo della globalizzazione, del multiculturalismo e del plurilinguismo, il fattore identitario, la conoscenza, la comunicazione, lo studio della lingua sarda sono condizioni di arricchimento e di dignità che aggiungono, non tolgono. Qui risiede il primo elemento dell'identità di un popolo, come amava ripetere, con parole eterne, Giovanni Lilliu. E Antonio Gramsci ne sarebbe oggi orgoglioso. Ricordiamo la sua lettera dal carcere, nel 1927, alla sorella Teresina, che sollecitava di far parlare il sardo ai propri figli: «Ciò non sarà un impiccio per il loro avvenire, tutt’altro…».

Ora si apre la fase due: il prossimo contratto di servizio dovrà contenere gli indirizzi e gli obiettivi di lavoro, le risorse finanziarie, strumentali e professionali per una programmazione adeguata. Lo Stato, come già per il ladino in Trentino e Alto Adige o per il francese in Valle d'Aosta, dovrà farsi carico degli oneri e la Regione potrà rafforzare questi impegni. E se la Rai sarà all’altezza, sinergie nuove potranno far sviluppare uno scenario intellettuale e culturale di spessore, sfidante, facendo da volano a nuova stagione di economia culturale e digitale, assolutamente contemporanea, comprendendo intrattenimento e spettacolo, per cambiare passo.

* Consigliere

di amministrazione Rai

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