La Nuova Sardegna

Caterina Murino: «Una storia piena di vero amore»

Ad Alghero la prima del film di Cesare Furesi Un cast di star, con la città catalana protagonista

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di Fabio Canessa

ALGHERO

Il vestito nero mette ancora di più in risalto il rosso del collier di corallo. Forse un omaggio ad Alghero e alla casa di produzione, la Corallo Film di Giulio Cesare Senatore fondata per la realizzazione del progetto di Cesare Furesi. Caterina Murino è la stella della serata, i vecchi leoni – Carlo Delle Piane, Lando Buzzanca e Philippe Leroy – che dividono con l’attrice cagliaritana la scena sullo schermo non sono presenti ad Alghero.

È lei l’ambasciatrice nell’isola di “Chi salverà le rose?”, presentato in anteprima al Miramare mercoledì sera e da ieri in programmazione anche a Cagliari e Santa Giusta, prima di coprire altri cinema in Sardegna e girare le sale del resto d’Italia. «Abbiamo bisogno del pubblico sardo per lanciare meglio il film anche fuori dall’isola» sottolinea Caterina Murino che per l’occasione cita Eleonora d’Arborea: «Come lei fece il giro della Sardegna per chiedere aiuto nello scacciare gli aragonesi, vorrei invitare i sardi a recarsi al cinema per vedere questo film che racconta un amore universale». Un lungometraggio girato ad Alghero, mai così protagonista al cinema. Dove mostra anche la sua catalanità, tanto che un paio di dialoghi sono pure recitati in algherese.

«La città fa parte della poesia di questo film – evidenzia l’attrice – ma anche se è stato realizzato nell’isola, da un regista sardo, con nel cast interpreti sardi come me, non è un film che si può classificare per la sua regionalità. Ha un carattere internazionale e per questo speriamo possa andare anche all’estero, contribuendo a far scoprire le bellezze di Alghero e alla costruzione in Sardegna di un’industria cinematografica. La nostra terra può dare tanto al cinema e la ricaduta sul territorio aiutare la crescita in tutti i sensi».

Intanto inizia il percorso del film, un progetto che l’attrice ha accettato con convinzione appena vista la sceneggiatura: «Ho letto il copione tutto d’un fiato – ricorda – chiamando subito dopo Cesare, commossa, per la poesia in punta di piedi che aveva scritto. Le emozioni che mi aveva trasmesso immediatamente la lettura sono sicura le proveranno anche gli spettatori durante la visione perché è un film che riempie il cuore e l’anima. La storia è talmente straordinaria, colma di amore che non si poteva dire di no a un progetto così. Al di là del low budget e dei problemi tecnici derivanti dal fatto di dover girare in poche settimane». Per lo stesso motivo hanno accettato la parte attori ormai anziani con alle spalle lunghe e importanti carriere come Carlo Delle Piane, Lando Buzzanca e Philippe Leroy. Anche loro colpiti subito dalla sceneggiatura di Furesi. «Lavorare con questi mostri sacri – evidenzia Caterina Murino – è stata un’esperienza straordinaria. Anche una lezione umana, perché vedere come lottavano a volte con qualche problema di memoria ti fa capire come il loro fuoco di attori sia sempre vivo, la voglia di creare un personaggio memorabile la stessa di quando hanno iniziato». A proposito di personaggi, sicuramente complesso, ricco di sfumature, quello interpretato dall’attrice cagliaritana. «Valeria è una persona molto provata dalla vita – sottolinea ancora Caterina Murino – che ha sofferto nella sua infanzia. Ha perso la madre da piccola e non ha mai avuto un vero rapporto con il padre, andando via di casa appena maggiorenne con suo figlio».

Figlio che ha il volto di Antonio Careddu, attore sassarese impegnato soprattutto a teatro e scelto da Furesi per un ruolo importante nel suo film: «Recitare al fianco di professionisti di questo calibro – racconta Careddu – è stato emozionante e istruttivo. Ho tenuto le antenne dritte tutte il tempo perché vederli lavorare è stata un’esperienza davvero formativa oltre che un onore. Girare ad Alghero poi è stato bellissimo. Poter lavorare qua è stato fantastico anche perché sono molto legato alla città. C’era il rischio che il film diventasse una semplice cartolina di Alghero, ma Cesare è stato bravissimo. Il territorio è protagonista del film senza però essere mai spiattellato sullo schermo con dei panorami inutili. Tutto è sempre funzionale alla storia».

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