Moda di padre in figlio: il marchio Isola Marras passa da Antonio a Efisio
ALGHERO. «La mia è una sfida stilistica a mio padre, con una linea diametralmente opposta a quella che disegna lui, che ha bisogno invece di teatro, poesia, arte. Certo sono cresciuto respirando la...
ALGHERO. «La mia è una sfida stilistica a mio padre, con una linea diametralmente opposta a quella che disegna lui, che ha bisogno invece di teatro, poesia, arte. Certo sono cresciuto respirando la sua moda colta e amo i tessuti stampati che lui ha sempre utilizzato, ma voglio fare un'altra cosa.». A parlare è Efisio Rocco Marras, figlio 24enne dello stilista, nominato da poco tempo da papà direttore creativo di Isola Marras.
«Io sono contento di questa decisione di mio figlio – commenta Antonio – che all’inizio rifiutava il mio mondo. Tra noi c'è una visione diametralmente opposta delle cose. Ma mi sembra giusto e coerente perché lui ha il punto di vista di un'altra generazione. Io guardo i tessuti dei miei campionari e mi rendo conto che da venticinque anni uso sempre gli stessi. Mi farà bene discutere con lui. Ma sinceramente non avrei voluto che facesse questo lavoro, che è una cosa molto seria e impegnativa, che coinvolge 24 ore su 24. La moda per me è fatica, studio dei dettagli. È una questione di minuzie di centimetri, di millimetri. Da fuori sembriamo tutti pazzi a ridosso di una sfilata di una collezione. Poi quando arrivi al defilé non ti piace più. È fatale. Del resto quella roba l'hai vista per sei mesi e non ne puoi più».
Con Efisio, la famiglia Marras è alla terza generazione nella moda. Per il momento l'unico a non essere coinvolto nell'azienda è Leonardo. Anche Patrizia, moglie di Antonio, ha un ruolo importante per i Marras: «Quello di coordinamento e di ricerca di spunti e argomenti di cui poi io mi appassiono – spiega papà Antonio – perché fare della moda un’arte, conoscenza, studio, esperienza, per poi trasmettere certe sensazioni con la sfilata».
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