La Nuova Sardegna

Il flauto di Carbonare e il Trio di Parma per un sublime Brahms

di Antonio Ligios
Il flauto di Carbonare e il Trio di Parma per un sublime Brahms

SASSARI. È stato il Brahms della maturità, quello del ritorno all'irresistibile richiamo della musica da camera, il protagonista del terzo concerto della stagione de "I grandi interpreti della musica"...

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SASSARI. È stato il Brahms della maturità, quello del ritorno all'irresistibile richiamo della musica da camera, il protagonista del terzo concerto della stagione de "I grandi interpreti della musica". Ad accompagnare il pubblico in questa sorta di viaggio all'interno della produzione cameristica brahmsiana degli ultimi anni sono stati degli interpreti d'eccezione: il Trio di Parma, una formazione attiva ormai da quasi trent'anni, che fa rivivere la grande la tradizione cameristica italiana, e il clarinettista Alessandro Carbonare, primo clarinetto dell'0rchestra dell'Accademia di Santa Cecilia.

Il viaggio ha preso l'avvio, rispettando pienamente la cronologia della creazione, con il Trio op. 87, che segna – dopo la fondamentale esperienza sinfonica che comprende le prime due sinfonie, due ouverture e la maggior parte dei concerti – il ritorno di Brahms alla musica da camera, proprio con quel genere – il trio con pianoforte – che aveva segnato, con l'op. 8, il suo esordio in questo ambito. Poi, subito dopo, il terzo e ultimo dei trii per violino, violoncello e pianoforte, l'op. 101, composto nell'estate del 1886 sul lago di Thun, e che per questo si imparenta con altri due capolavori come la Sonata per violoncello op. 99 e quella per violino op. 100.

A conclusione del concerto, infine, un altro importante lavoro che è il Trio op. 114 per clarinetto, violoncello e pianoforte: una delle quattro composizioni scritte dal musicista per clarinetto - tutte concentrate tra il 1891 e il 1895 - ispirate dalla musa di Richard von Mühlfeld, un valentissimo clarinettista che Brahms aveva conosciuto qualche anno prima e poi rincontrato proprio nell'estate del 1891.

Che dire della lettura di questi tre capolavori offerta dal Trio di Parma e da Alessandro Carbonare? Semplicemente sublime, capace di suscitare profonde emozioni e di comunicare perfettamente il mondo interiore - ma anche la lucidità costruttiva - che sta dietro le raffinate trame musicali questo trittico

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