Biancarentola e Cappuccino irresistibile guazzabuglio
SASSARI. Teatro Ferroviario gremito per la nuova produzione della Botte e Cilindro “Biancarentola e Cappuccino 2”, commedia surreale e ironica che nella sua prima versione ha conquistato grandi e...
SASSARI. Teatro Ferroviario gremito per la nuova produzione della Botte e Cilindro “Biancarentola e Cappuccino 2”, commedia surreale e ironica che nella sua prima versione ha conquistato grandi e bambini miscelando le fiabe più famose dei fratelli Grimm, da Biancaneve a Cappuccetto Rosso, da Pollicino ad Hansel e Gretel.
Il sequel, presentato nei giorni scorsi, ha divertito ancora una volta le tante famiglie accorse al Ferroviario per gustare nuovi ribaltamenti, stravolgimenti e capovolgimenti delle favole più famose shakerate sino a diventare totalmente diverse. Applausi scroscianti del pubblico ai tre attori sul palco: Daniela Cossiga, Luca Dettori e Antonella Masala impegnati nell'arduo compito di interpretare molteplici ruoli (almeno tre a testa) in soli 50’ di spettacolo. Gli artisti in scena hanno curato insieme anche la regia di un lavoro che si beve in un sorso costruito su ritmi incalzanti e tempi comici perfetti. A contribuire al successo sono anche i testi ironici, intrisi di gusto per il no sense, di Luca Dettori che riesce a mescolare i temi della tradizione favolistica classica con battute legate al contemporaneo. Semplice quanto funzionale la soluzione trovata per risolvere i frequenti cambi di ruolo e dì abito dei protagonisti. I costumi realizzati da Daniela Cossiga e Claudia Spina non si indossano ma si “applicano” al corpo degli attori con delle alette simili a quelle delle paper dolls da ritagliare e vestire in voga negli anni '60. Efficaci anche le musiche originali di Mario Chessa che insieme alle scene di Michele Grandi e Claudia Spina e alle luci di Paolo Palitta accompagnano gli spettatori nel percorso narrativo denso di fasi misteriose, momenti di suspance e colpi di scena.
La vicenda si svolge nel castello delle fiabe, luogo misterioso abitato da veri o presunti principi in cerca di consorte e da mostri ingenui e creduloni, da scaltri servitori, fanciulle di bell'aspetto e principesse barbute. Si barbute perché Cenerentola, La Bella Addormentata nel Bosco, Il Gatto con gli Stivali e La Bella e la Bestia una volta entrate nel frullatore della Botte e il cilindro diventano irriconoscibili. La confusione è tanta in questo guazzabuglio dove il Gatto con gli stivali riesce a far sposare il suo Marchese di Carabat con Cenerentola e Bella convola a nozze con il Principe azzurro. Che fine fa la Bestia? viene divorato dal Gatto che lo convince a trasformarsi in topo mentre le sorelle cattive di Cenerentola finiscono in cucina a ramazzare. Ad aggrovigliare ulteriormente il tutto è il narratore della vicenda un nonnino confusionario che sulle note del celeberrimo tema delle “Fiabe sonore” conclude la storia in modo (quasi) tradizionale : «E...vissero tutti, per sempre, felici e contenti Bella e il Principe si sposarono ed ebbero sette figlie che chiamarono tutte: Mario».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
