La Nuova Sardegna

Chitarra, voce e filosofie orientali La musica indie scopre Luca Usai

di Grazia Brundu

SASSARI. Le prime duecento copie in versione limitata di “Mi dispiace, Mi perdono, Ti amo, Grazie” sono state distribuite nei giorni scorsi, durante un'esibizione live al Café 1903, a chi ha...

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SASSARI. Le prime duecento copie in versione limitata di “Mi dispiace, Mi perdono, Ti amo, Grazie” sono state distribuite nei giorni scorsi, durante un'esibizione live al Café 1903, a chi ha contribuito con un preordine alla stampa del cd. Il crowdfundig di Musicraiser, infatti, ha funzionato bene, come capita sempre più spesso nella musica indipendente, anche per il cantautore e chitarrista sassarese Luca Usai, che ha appena firmato il suo primo lavoro solista.

Undici pezzi registrati in presa diretta nelle Officine Musicali di Antonio Maciocco, a Sassari, e arrivati dopo anni di concerti dal vivo con - tra gli altri - Lux e Archè Musiche Popolari, e l'organizzazione del “Piccolo Festival del Cantautore”, che da due edizioni valorizza i talenti locali. Il titolo del cd, “Mi dispiace, Mi perdono, Ti amo, Grazie”, racconta Usai, «nasce da una frase letta in un libro, una formula molto potente di guarigione usata dagli Hawaiani, l'Ho'oponopono, una tecnica che consiste nel cercare di fare la cosa giusta incessantemente». La ricerca interiore e di un contatto profondo con gli elementi naturali ricorre in tutto il disco, che già dal primo ascolto colpisce per il contrasto tra la semplicità degli arrangiamenti di chitarra e voce, unici strumenti del lavoro, e i testi ricchi di richiami alle religioni e alle filosofie orientali. «Mi incuriosisce tutto ciò che porta all'evoluzione dell'essere umano, e le religioni contengono dei principi ottimi purché non diventino dogmi» ammette Usai. Si vede, per esempio, in "Alcalina" che «fa riferimento all'insegnamento Hare Krisha del minimizzare l'errore, senza pretendere di risolvere tutto subito ma in un tentativo costante di miglioramento»; o in “Lavami&levami” che affida al femminile che è in tutti gli esseri umani un ruolo di guida per un'esistenza più autentica.

Nell'immediato futuro, racconta il musicista, ci sono «due house concert comprati durante la campagna di Musicraiser, uno dei quali probabilmente a bordo del battello Ichnusa, e un concerto online acquistato per essere messo in streaming dall'associazione Brincamus, che si occupa di promuovere i gruppi sardi a livello nazionale. E poi, naturalmente, sarebbe bello andare a suonare anche fuori dalla Sardegna»

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