La Nuova Sardegna

Preciso stile americano Ma senza peso specifico

di Alessandro Marongiu
Preciso stile americano Ma senza peso specifico

“Prima di cadere” di Noah Hawley, meticolose ricostruzioni e trame verosimili Metodo statunitense di successo ma a cui manca il vero senso della letteratura

2 MINUTI DI LETTURA





Sembra di vederlo, Noah Hawley: seduto al tavolo da lavoro del suo studio, redige l’elenco dei personaggi, dopo averne scelto con cura i nomi, compila una scheda con i tratti fisici e caratteriali di ognuno di essi, e infine crea l’equivalente di un albero genealogico per indicare i vincoli che uniscono l’uno all’altro (di parentela, amicizia, lavoro e così via); poi è la volta della successione degli eventi, che stila in rigoroso ordine cronologico in modo che quando li monterà, alternando presente e passato tramite l’uso di flashback, non rischierà di smarrirsi o di commettere errori; intanto già pensa agli ambienti: ogni elemento di un appartamento, di una vettura, di un ufficio deve essere delineato con esattezza e accompagnato da almeno un aggettivo che lo qualifichi; da ultimo, e saranno nel frattempo trascorse intere settimane, farà tutte le ricerche del caso – o, più probabilmente, le farà fare ai suoi collaboratori – per collezionare ogni dato possibile su un certo modello di aereo privato, e sul modo in cui si comporta quel particolare modello quando precipita e si schianta nell’Oceano Atlantico a una particolare ora della notte e in un particolare periodo dell’anno (non può di sicuro sottostimare, Hawley, dettagli come gli esiti dell’impatto della carlinga sulla superficie marina, variabili a seconda che le acque siano calme o agitate, ad esempio).

Quello appena presentato è un quadro immaginario, senza dubbio, ma anche estremamente verosimile, per non dire realistico, della gestazione di “Prima di cadere” (Einaudi, 472 pagine, 20 euro): perché sembra davvero di vederlo, Hawley, che ancora non ha scritto neanche una riga del suo romanzo ma ha già compiuto tutte le azioni preparatorie che, come si insegna negli Stati Uniti, devono precedere la stesura di un’opera, specie se si ha come scopo il grande successo di pubblico.

È il metodo, appunto, statunitense: che con il tempo, affermandosi, ha prodotto due risultati: autori capaci di vendere milioni di copie in quasi tutto il mondo, e libri che, a prescindere dal genere e dallo stile individuali, paiono avere un marchio di fabbrica (a scanso di equivoci: questo non è un complimento). Libri che non hanno da lasciare in dote niente più che una trama: raccontano cioè una storia ma non hanno peso specifico; e quello che hanno, di peso, è solo fisico: alla mancanza di sostanza suppliscono infatti con le centinaia e centinaia di pagine di lunghezza – parte delle quali, però, si può saltare a piè pari senza compromettere la lettura–. “Prima di cadere” è proprio così: coinvolgente, a tratti trascinante, anche, e vuoto.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative