Dalla Sardegna al carcere fascista
Sellerio ripubblica la biografia scritta da Antonio Santucci
ROMA. Per gli ottanta anni dalla morte di Gramsci l'editore Sellerio rimanda in libreria il libro di Antonio Santucci “Antonio Gramsci 1891-1937”. Denso e informato, quanto sobrio e limpido, un affascinante ritratto politico e intellettuale di Antonio Gramsci. Dalla nativa Sardegna alla Torino operaia, da Mosca a Vienna, all’attività parlamentare, agli anni di pena nelle carceri fasciste, la ricostruzione della vicenda umana e dell'opera dello studioso è una guida alla conoscenza del suo pensiero. Il testo è arricchito da una nota di Joseph A. Buttigieg e da una premessa di Eric J. Hobsbawm.
La conoscenza profonda del pensatore sardo – che in questi anni sta vivendo in tutto il mondo una vera e propria Gramsci Renaissance, maturata in decenni di prezioso lavoro filologico – permette a Santucci di tracciarne un ritratto politico e intellettuale a tutto tondo: il giornalista e il promotore del primo gruppo dirigente del Partito comunista d’Italia, il teorico della cultura e l'analista della produzione economica, lo storico e il militante dell’Internazionale.
Nato come «guida al pensiero e agli scritti», e pubblicato nel 2005 in altra collana di questa casa editrice, il volume è stato giudicato da Tullio De Mauro «la via migliore per accostarsi all’eredità intellettuale di Gramsci».
Dialogore con l’autore dei Quaderni – questa l’idea di fondo che muove gli scritti di santucci raccolti nel libro Sellerio – è ancora necessario. Il suo pensiero conserva infatti una straordinaria presa analitica sulla realtà contemporanea.
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