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Con Pupi Avati e Delle Piane ritorna il Festival di Alghero

di Gian Mario Sias
Con Pupi Avati e Delle Piane ritorna il Festival di Alghero

ALGHERO. Alghero ha un chiodo fisso. La Riviera del corallo sogna di rinverdire l’epopea degli anni Settanta. Capo Caccia era lo sfondo mozzafiato del Festival Internazionale del cinema. Il...

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ALGHERO. Alghero ha un chiodo fisso. La Riviera del corallo sogna di rinverdire l’epopea degli anni Settanta. Capo Caccia era lo sfondo mozzafiato del Festival Internazionale del cinema. Il maxischermo sembrava sbucare dall’acqua cristallina di quel piccolo pezzo di paradiso e legava indissolubilmente la città alla “settima arte”. Tra arte e mondanità, ovviamente, perché Alghero guardava già al turismo come a una grande opportunità e quel viavai di stelle del cinema internazionale, quelle limousine che andavano e tornavano dal Grand Hotel Esit di piazza Sulis e facevano la spola con il grande “cinema a cielo aperto” di Capo Caccia, era tutta pubblicità per quella che all’epoca si fregiava dei galloni di “porta d’oro del turismo” in Sardegna.

È tutto passato, ma Alghero ci vuole riprovare. Ci prova ogni anno la Società Umanitaria, che con “Cinema delle terre e del mare” ripropone la suggestione delle proiezioni nelle più belle spiagge del litorale algherese. E ora ci provano anche quelli di Vistalenta Factory, associazione culturale di Alghero. Sono gli organizzatori del Coral Coast Film Festival, che ha aperto i battenti lunedì sera nella sala convegni del convento di San Francesco, nel cuore del centro storico, e andrà avanti sino a sabato. Per rendere chiare le proprie ambizioni, hanno sottotitolato l’evento in maniera inequivocabile: “Nuovo Festival internazionale del cinema di Alghero”. Dopo lunga fase di preselezione dei lavori, il festival è entrato nel vivo con la proiezione dei film finalisti, valutati da una giuria internazionale come i lavori in concorso, che arrivano da Germania, Stati Uniti, Gran Bretagna, Iran. C’è anche molta Italia, ovviamente.

Alla prima edizione ha aderito Caterina Murino. Protagonista assoluta di “Chi salverà le rose?” – del regista algherese Cesare Furesi, presente al festival come presidente della giuria – l’attrice cagliaritana è madrina dell’evento. Nei prossimi giorni è attesa in città, come Pupi Avati, Carlo Delle Piane, anche lui splendido interprete della delicata storia d’amore di Furesi, la giovane attrice Guenda Goria e la sceneggiatrice Paola Mammini. Per Giuseppe Bellu, presidente di Vistalenta Factory, «il festival è un sogno che si concretizza e aiuta a stimolare un terreno già fertile». Per Cesare Furesi «i sedici film finalisti hanno qualità artistiche notevoli e sono realizzati a bassissimo costo con espedienti produttivi innovativi».

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