La Nuova Sardegna

Contro l’obesità il vero rimedio è vivere a Urzulei

di Giusy Ferreli
Una veduta di Urzulei
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Una veduta di Urzulei

In Ogliastra un indice molto basso rispetto alla media nazionale

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URZULEI. Un’isola felice, un angolo di Sardegna dove i bambini sono mediamente più in forma dei loro coetanei italiani. Dove si mangia meglio e si fa più attività fisica e le ore passate davanti al televisore o ai videogiochi non sono poi così tante. Succede in Ogliastra e qui che si trova il paese che detiene il primato della magrezza: Urzulei.

Gli ultimi dati del programma ministeriale “Okkio alla salute”, che verranno validati il 4 maggio dal Ministero della salute in vista della presentazione ufficiale relativa al biennio 2014-2016 confermano un dato importante: i bimbi sardi sono meno paffuti della media degli italiani, e quelli ogliastrini lo sono anche meno dei loro coetanei sardi. «L’Ogliastra è sempre stata il fiore all’occhiello abbiamo infatti un indice di obesità e sovrappeso inferiore alla media nazionale. Questo però non deve indurre ad abbassare la guardia perché i controlli fatti in questi anni purtroppo ci parlano di un avvicinamento verso gli indici della media nazionale», fa sapere Andrea Loddo, responsabile del Sian della Assl di Lanusei e referente del progetto ministeriale di sorveglianza sull'obesità.

Perché, anche se i dati sono positivi, non bisogna abbassare la guardia. E rivolgere lo sguardo dove questo fenomeno è inesistente. In uno studio antecedente, ancora più dettagliato, è risultato che nel panorama ogliastrino i bambini di Urzulei sono quelli che hanno corretti stili di via. Questo perché ai piedi di Monte Gruthas, dove l'obesità o il sovrappeso non si sa proprio che cosa siano, ci si muove di più e si mangia meglio.

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«Come ogni biennio – spiegano ancora dal Sian della Assl di Lanusei – abbiamo partecipato al programma ministeriale. Un sistema di sorveglianza sui rischi comportamentali e sullo stile di vita. Abbiamo chiesto ed ottenuto di ampliare in campioni». In Ogliastra il tema è stato sempre particolarmente sentito. Le prime indagini sulle abitudini alimentari risalgono addirittura all'anno scolastico 2003-2004.

Per “Okkio alla salute” è stata scelta la classe terza della scuola primaria, con bambini intorno agli otto anni. Questo perché l’accrescimento a questa è ancora poco influenzato dalla pubertà, i bambini sono già in grado di rispondere con attendibilità ad alcune semplici domande e i dati sono comparabili con quelli raccolti dall’Organizzazione mondiale della sanità in vari altri Paesi europei. Dalllo studio è risultato che se i bambini italiani in sovrappeso sono il 20,9 per cento e i bambini obesi sono il 9,8, compresi i bambini severamente obesi (che da soli sono il 2,2), in Sardegna e in Ogliastra ci si ferma all’1,8 per quanto riguarda l’ obesità severa, il 5,5 l’obesità e il 18,6 per il sovrappeso.

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