La Nuova Sardegna

Le opere restaurate del Novecento sardo in mostra al Mus’A

di Antonio Meloni

Nel museo di Sassari esposti 48 pezzi tra dipinti e incisioni Molti i maestri isolani: da Delitala a Dessì, da Ballero a Biasi

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SASSARI. Quarantaquattro opere, esposte dopo un meticoloso restauro che ha permesso il recupero di dipinti e incisioni di alcuni fra i più noti maestri del Novecento sardo. Da Delitala a Dessì, da Ardau Cannas a Ballero, da Biasi a Branca. Il filo conduttore dell’esposizione, “Collezioni galleria 84” – curata da Giannina Granara e inaugurata ieri al Mus’A di Sassari dal direttore del polo museale della Sardegna, Giovanna Damiani – è rappresentata idealmente dal pezzo forte della collezione, il cartone preparatorio del celebre dipinto di Mario Delitala “La cacciata dell’arrendadore”, esposto nella sala consiliare del comune di Nuoro.

Non è un caso che la mostra sia stata inaugurata proprio nel giorno della ricorrenza di “Sa die de sa Sardigna”, perché il dipinto di Delitala, un olio su tela di grandi dimensioni (203,4 x 342,3) rievoca uno dei fatti più emblematici della storia sarda. Siamo nel 1772 quando il sindaco e i consiglieri del comune di Nuoro cacciano l’arrendadore, l’esattore, che, simbolo del potere costituito, tormentava il paese con l’esazione di esose gabelle aggiungendo anche richieste di propria iniziativa. Un episodio realmente accaduto, dunque, che venne scelto da Mario Delitala per decorare l’aula consiliare del comune barbaricino. Il cartone esposto al Mus’A, due metri per tre, è stato restaurato da Elena Costin in collaborazione con l’Accademia di belle arti “Mario Sironi”.

Assieme all’opera di Delitala, altri dipinti e incisioni dei maestri del Novecento sardo, frutto delle donazioni Tomè, Manca Salaris e Dessena. In particolare le xilografie, alcune opere pittoriche e dipinti a olio che fanno parte della collezione “G.A. Sanna”. Opere che rappresentano una tradizione molto importante: «Si tratta – ha spiegato Giovanna Damiani – di artisti attivi nei primi decenni del Novecento, aperti ai fermenti nazionali e internazionali dell’epoca che celebrano il locale, ma senza scadere mai nel provincialismo». La mostra, che resterà aperta fino al prossimo 30 giugno, si può visitare dal martedì al sabato dalle 9 alle 18. Sul lavoro di restauro è stato anche realizzato un video che sarà proiettato durante la mostra nelle sale espositive al primo piano della pinacoteca di piazza Santa Caterina.

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