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IL FILM DELLA SETTIMANA

L’universo precario di Daniele Vicari

di Fabio Canessa
L’universo precario di Daniele Vicari

di Fabio Canessa Presentato in autunno alla Festa del cinema di Roma, è finalmente arrivato nelle sale “Sole cuore amore” di Daniele Vicari. Una vita dedicata al cinema d’impegno politico e sociale...

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di Fabio Canessa

Presentato in autunno alla Festa del cinema di Roma, è finalmente arrivato nelle sale “Sole cuore amore” di Daniele Vicari. Una vita dedicata al cinema d’impegno politico e sociale quella del regista noto soprattutto per “Diaz” sui fatti del G8 di Genova. In questo suo ultimo film affronta il tema della crisi economica, del lavoro, della battaglia quotidiana condotta da tante persone comuni per vivere. Lo fa attraverso la figura di una giovane donna, madre di quattro figli e con un marito disoccupato, che si sacrifica accettando un lavoro necessario, ma quasi insostenibile da portare avanti. Eli, interpretata da Isabella Ragonese (nella foto) – già protagonista una decina di anni fa di un film sul precariato come “Tutta la vita davanti” di Paolo Virzì – per raggiungere il posto di lavoro si sveglia ogni mattina alle 4 perché vivendo in periferia deve affrontare un viaggio di almeno due ore tra autobus e metropolitana prima di arrivare a Roma al bar dove fa la cameriera. Sogna un futuro più stabile e meno faticoso, ma intanto si fa piacere quell’impiego nonostante il proprietario del locale si comporti da schiavista. Per fortuna può contare almeno su un'amica che è come una sorella. Vale ( Eva Grieco) vive nello stesso palazzo e l'aiuta con i figli durante il giorno: intanto lavora di notte, fa la danzatrice e performer esibendosi nelle discoteche. Il film segue da vicino soprattutto Eli, alternando però al racconto delle sue giornate sfiancanti e ripetitive la vita artistica dell’amica.

Due narrazioni che si sfiorano, senza riuscire ad amalgamarsi. Convince poco la parte dedicata a Vale, ballerina attratta da una collega e in rapporti difficili con la madre. Una linea narrativa che finisce per togliere spazio alla storia principale, al racconto della quotidianità della protagonista, con la quale Vicari mostra una realtà di oppressione e di insicurezza. Una realtà poco raccontata che il film ha il merito di indagare, ma solo a tratti riesce a restituire con autenticità, risultando poco credibile in alcuni passaggi per problemi di scrittura o interpretazione.

“Sole cuore amore”

Al Greenwich Cagliari

Voto 5,5

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