La Nuova Sardegna

Sui sentieri dell’arte contemporanea

di Roberto Nardi
Sui sentieri dell’arte contemporanea

Oggi apertura della rassegna al pubblico. Ieri la visita del ministro Franceschini

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VENEZIA. «C’è un grande bisogno che l'Italia investa in arte e architettura contemporanea. La Biennale di Venezia, in questo senso, è sempre più centrale nella politica del Paese». Lo ha detto il ministro per i Beni culturali, Dario Franceschini, che ieri ha visitato la 57/ma edizione della Esposizione internazionale d’arte della Biennale, intitolata «Viva arte viva», a cura di Christine Macel.

Franceschini, accompagnato dalla moglie, ha cominciato il suo tour dal padiglione Venezia, dedicato al lusso come segno della produzione manifatturiera dedicata all’arte, per poi visitare il padiglione centrale, insieme con il presidente della Biennale, Paolo Baratta, e con la curatrice. Il ministro si è soffermato più volte per scattare foto delle opere in mostra e ha fatto domande a Baratta sull’utilizzo degli spazi e poi, una volta giunto all’Arsenale, sull’utilizzo dell'intero complesso. Franceschini ha parlato in più occasioni della necessità di far dialogare l’arte contemporanea con siti antichi, come proprio nel caso dell'Arsenale. Un modo per far risaltare proprio la forza dell'opera d'oggi nel contrasto con l’antico, ricordando la recente esperienza di Pompei con lo scultore polacco Igor Mitoraj.

Il ministro ha concluso la sua visita con l’inaugurazione del padiglione Italia, che propone un progetto intitolato «Il mondo magico», a cura di Cecilia Alemani, con le opere di tre artisti: Giorgio Andreotta Calò, Roberto Cuoghi ed Adelina Husui-Bey. Un padiglione che sta riscuotendo un successo di presenze e di commenti positivi in questi giorni di vernice e che il ministro ha definito molto bello: «È straordinario e gli darei un diedi e lode, anche se non sono un critico».

Franceschini ha espresso un giudizio positivo su tutta la Biennale di quest’anno, che ha definito bellissima: «L’Italia deve esserne orgogliosa». Il ministro ha fatto notare che in questi giorni, riservati alla stampa e agli addetti ai lavori, si sono accreditati oltre cinquemila giornalisti da tutto il mondo: un indice di come sia sempre alto l’interesse verso una realtà culturale che ha superato il traguardo dei 120 anni dalla nascita. Franceschini ha quindi evidenziato il lavoro svolto dal ministero a favore della crescita del contemporaneo, in Italia e all’estero. «Noi – ha detto – abbiamo investito in arte e in architettura contemporanee. Abbiamo creato una direzione che prima non c’era e cambiato anche le procedure, come nel caso della scelta per individuare i curatori del padiglione Italia».

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