La Nuova Sardegna

HOME VIDEO

Il passato del Cile custodito dall’acqua

Il passato del Cile custodito dall’acqua

Poco conosciuto, il cinema sudamericano si sta rivelando negli ultimi anni tra i più vitali e innovativi al mondo. Lo dimostrano anche i premi ottenuti nei grandi festival internazionali da film...

1 MINUTI DI LETTURA





Poco conosciuto, il cinema sudamericano si sta rivelando negli ultimi anni tra i più vitali e innovativi al mondo. Lo dimostrano anche i premi ottenuti nei grandi festival internazionali da film argentini, venezuelani o cileni. Proprio il Cile rappresenta uno dei casi più interessanti, con una produzione importante che come tratto comune presenta la riflessione sulla storia recente del Paese segnata dalla dittatura di Pinochet.

Storia che Patricio Guzmán affronta in maniera particolare in La memoria dell’acqua, pluripremiato documentario (al festival di Berlino del 2015 vinse l’Orso d’argento per la miglior sceneggiatura e il Premio della giuria ecumenica) che da qualche settimana è disponibile in dvd.

Il regista cileno parte da un parallelepipedo di quarzo che contiene al suo interno acqua risalente a millenni fa. È la prima immagine del film con il quale Guzmán ragiona sull’elemento alla base della vita dell’universo che dal Cile, ricco di importanti osservatori astronomici, sembra più vicino alla Terra. L’acqua riporta al passato, con il suo scorrere diventa testimone di atrocità che non si possono e devono dimenticare: di una storia lontana, quella relativa ai nativi sudamericani sterminati durante la colonizzazione, e di un’altra più recente, legata al dramma dei desaparecidos gettati in mare durante la dittatura di Pinochet.

Un’originale riflessione sulla memoria che acquista profondità grazie anche al suo fascino visivo. (f.c.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative