Amore, successo e Sardegna: «Ma il meglio sta arrivando»
Il cantante cagliaritano Marco Carta parla di sé e del suo nuovo album
Dodici brani freschi freschi di stampa (anche su vinile). Canzoni d’amore da leggersi come veri e propri inni all’ottimismo. A otto anni dalla vittoria a Sanremo, Marco Carta, cagliaritano purosangue, torna ora alla ribalta della canzone nazionale con “Tieniti forte”, il suo sesto album in uscita domani dal quale spunta un singolo col titolo che è tutto un programma: “Il meglio sta arrivando”. Non un concept album, come lui stesso precisa, bensì un disco che ha comunque un filo conduttore capace di legare i vari pezzi. «Tieniti forte – dice – lo definirei piuttosto un mantra, un riassunto in cui tutte le tracce sono accomunate dall’esigenza di imparare a resistere: tenersi forte per non perdere un amore che deve ancora dare il meglio di sé, oppure per resistere alla tentazione di ricostruire una relazione che non è più tale. Ma anche tenersi forte per sopportare la distanza e la velocità del nostro tempo, tenersi forte per il gusto di farlo, per riscoprire che al digitale mancherà sempre la pelle».
Tenersi forte anche per rimanere aggrappato al successo, volendo interpretare.
«Diciamo che questo filo conduttore mi ha permesso di spaziare nella ricerca del repertorio, cercando una poliedricità testuale non vincolata a un unico argomento, ma alla sola necessità del tenersi forte, appunto. Però posso aggiungere una cosa?».
Certo.
«All’inizio della mia carriera sono stato investito da una straordinaria tempesta che mi ha dato la possibilità di farmi conoscere in brevissimo tempo al grande pubblico. E come un bambino che per la prima volta sale sulle montagne russe ho imparato a tenermi forte. Tuttavia adesso io non ho più bisogno di aggrapparmi al successo, semmai alle piccole cose, che poi in fondo tanto piccole non sono. Mi spiego: non voglio certo perdere tutto ciò che ho conquistato, ma soprattutto voglio tenermi forte a chi mi fa star bene, a chi mi dà qualcosa di sano, qualcosa di vero. Insomma, voglio tenermi forte a chi mi dà amore».
“Il meglio sta arrivando” si può leggere anche come un suo riscatto artistico?
«Scaramanticamente risponderei di no, ma in fondo sono un po’ sbruffone e dico di sì. Però il mio messaggio è rivolto a tutti ed è un messaggio di positività destinato anche a chi non ha un lavoro. Quello che voglio dire è che non bisogna buttarsi giù, ma lottare ed essere artefici della propria felicità, che è fatta di attimi fuggenti».
Lei questi attimi di felicità quando li ha provati?
«Tante volte. Quando sono stato ammesso ad “Amici” è stato uno dei giorni più belli della mia vita. Quando mi sono innamorato per la prima volta, lo stesso. E anche quando atterro con l’aereo a Cagliari e vedo il Poetto, lo stadio e il centro della città sono felice».
Domenica scorsa ha compiuto trentadue anni: con chi li ha festeggiati?
«Con quattro amici a Milano. Siamo stati bene: cena a base di ottima carne e tante risate. A differenza degli altri anni, quando per il mio compleanno organizzavo party giganteschi, stavolta è stata una serata molto tranquilla, ma non perché sto invecchiando, sia chiaro. Semplicemente perché in questi giorni sono travolto dal lavoro e non posso permettermi di fare tardi».
Rispetto a quando trionfò all’Ariston con il brano “La forza mia” quanto ritiene di essere cresciuto, umanamente e artisticamente?
«Io ho una percezione che può essere più o meno distorta, nel senso che poi non sta a me dire se sono maturato come persona oppure no. In ogni caso mi sento molto diverso dal quel periodo. Penso di essere un uomo più risolto».
Cioè?
«Ad esempio, rifletto con attenzione prima di parlare. E sono molto più concreto».
Ci sono errori che non rifarebbe ?
«Tantissimi, figuriamoci».
Tipo?
«Ci sono stati momenti in cui avrei dovuto essere un pochino più paziente, magari aspettare prima di affrontare determinate cose. Io però, come diciamo a Cagliari, sono “puntu e mortu”, voglio fare tutto in fretta. Insomma, sono naturalmente curioso e vorace, ma se all’inizio della carriera avessi avuto più pazienza nel realizzare alcuni progetti, sarebbe stato molto meglio. Tuttavia è anche vero che se non fai errori non impari, e se non impari dagli errori sei condannato a rifarli sempre».
Sin qui i rimorsi. E rimpianti, invece, ne ha?
«Direi di no. Ho fatto tutto quello che ho potuto, nel senso di tutto quello che mi è piaciuto. Adoro così tanto quello che faccio che se fosse per me lavorerei 365 giorni all’anno, anche a Natale».
Con Maria De Filippi, che sin dai tempi di “Amici” l’aveva presa sotto la sua ala protettiva, vi sentite spesso?
«Siamo in ottimi rapporti, tre settimane fa ero anche ospite della sua trasmissione. Insomma, tutto invariato: Maria è una persona che amo e stimo profondamente».
Va bene, ma le dà ancora consigli oppure ha tagliato definitivamente il cordone ombelicale?
«Siamo due persone che si vogliono molto bene, ma non sempre ci troviamo d’accordo. Se capita ne discutiamo, alla base c’è un rispetto reciproco».
Nei momenti bui, ammesso che lei ne abbia avuto, c’è stato qualcuno che le è stato particolarmente vicino, a parte i familiari?
«Momenti down ne abbiamo tutti, siamo esseri umani. E in certi frangenti sono gli amici a risollevarti. La famiglia ti sta accanto ma si preoccupa, mentre gli amici hanno quel giusto distacco che spesso consente loro di tirarti fuori dai guai».
Gli amici possono anche darci grandi delusioni.
«Sì, in passato mi è capitato. Ora credo e spero di non avere questo problema».
Tanto tempo fa in un’intervista rivelò che talvolta si sentiva vittima dell’invidia. Adesso ha capito come ci si difende dalle cattiverie?
«L’invidia fa parte dell’animo umano, poi c’è chi è più predisposto a provarla e chi meno. Su Facebook e sui social in generale ci sono persone pronte a offenderti gratuitamente nascondendosi dietro una tastiera. Con il tempo io questi individui ho imparato a ignorarli, e davanti agli insulti sono sempre pronto a farmi una bella risata. Anche perché se dai importanza a certe cose in qualche modo le alimenti. Meglio lasciarle morire lì».
Ora che l’album è uscito si riposerà un po’?
Magari. Stiamo iniziando con la promozione del disco in tutta Italia e se va bene, prima che in autunno cominci il tour musicale, potrò permettermi una settimana di vacanza».
E dove la passerà questa settimana?
«Ahahahah… c’è bisogno di chiederlo?»
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