La Nuova Sardegna

Cancellare il tempo, il mondo dell mummie da Ötzi a Evita Perón 

di Pasquale Porcu
Cancellare il tempo, il mondo dell mummie da Ötzi a Evita Perón 

Domani sera a Stintino lo scopritore dell’Uomo di Similaun Parte il ciclo di iniziative estive del Museo della Tonnara 

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STINTINO. “Il mondo delle mummie, da Ötzi a Lenin” è il titolo della conferenza che Albert Zink, direttore scientifico dell'Eurac (Institut for Mummies and the Iceman) di Bolzano, terrà domani al Mut, Museo della Tonnara, di Stintino a partire dalle 18,30. Lo scopritore del cosiddetto Uomo di Similaun verrà presentato al pubblico dalla microbiologa Teresa Rinaldi, dell'Università La Sapienza di Roma.
Ma perché la scoperta di Otzi, nel 1991, ha suscitato molto interesse? E perché le mummie attirano tanto la nostra attenzione? Ogni tanto, sui giornali, leggiamo dei progetti di alcune persone, spesso americani o magnati russi, di farsi ibernare o comunque della volontà di conservare il proprio corpo anche dopo la morte. Un sogno presente in molte culture e che, soprattutto in passato, non ha riguardato solo i personaggi potenti e famosi. Su questo tema Albert Zink ha scritto un libro per l'editore Il Mulino intitolato “Ötzi, Tutankhamon, Evita Perón: cosa ci rivelano le mummie” . Non si tratta di uno studio per indagare la possibilità della vita dopo la morte, ma solo dell’interesse scientifico dell'autore sui processi di mummificazione.
Ma che cosa possono raccontarci le mummie? Intanto una tale ricerca ci rivela importanti informazioni di natura medico-biologico ma anche di tipo antropologico ed evoluzionistico. Una mummia può rivelarci la sua età, le sue abitudini alimentari, il suo stile di vita. Se si trattava di un cacciatore o di un principe, se aveva delle malattie o se ha subito traumi. Non c'è area del mondo in cui non esistano mummie o resti umani il cui studio ci aiuti a capire l'evoluzione e la vita familiare dei soggetti studiati. Ovviamente i processi di mummificazione cambiano a seconda del tempo e dell'area geografica considerate. Si va da reperti di circa diecimila anni fa delle mummie del deserto di Atacamo, in America Latina all'adolescente Rosalia Lombardo, la “bella addormentata di Palermo”, dell'inizio del Novecento.
Lo studio e l'interesse per le mummie è cambiato radicalmemte dopo il 1834, anno di pubblicazione del primo volume che, abbandonate le credenze e le superstizioni, affronta in maniera scientifica lo studio su una mummia egizia. Con l'avvento di più avanzati strumenti di indagine, a cominciare dalla macchina a raggi X, l'approccio allo studio delle mummie ha più solidi fondamenti scientifici.
I progressi della fisica, della chimica, della biologia molecolare hanno dato risposte più precisa sia sulla datazione dei reperti che sul sesso, le abitudini alimentari e sulle comunità nelle quali i soggetti studiati hanno vissuto. Con lo studio del dna ora si può affermare con buona certezza di quale malattia soffrisse una tal mummia . Se avesse la tubercolosi o facesse uso di droghe.
Ovviamente l'indagine su una mummia deve prevedere la collaborazione tra diversi specialisti, dai radiologi ai biochimici, dai biologi molecolari agli endoscopisti. Anzi dalla evoluzioni di questi studi sono nate nuove figure di studiosi, a cominciare da quella dei bioarcheologi. L’approccio dei ricercatori è molto simile a quello adottato dalla polizia scientifica di fronte a una scena del crimine. Con pochi elementi si può ricostruire la dinamica di un delitto e persino la personalità della vittima. Lo stesso vale per lo studio delle mummie. E così di Ötzi, venuto alla luce dai ghiacci dell’Alto Adige e ora conservata al museo di Bolzano, possiamo sapere quanti anni avesse al momento della morte, come si procurasse da vivere, se fosse sano o avesse la malaria. Allo stesso modo si possono scoprire importanti informazioni su Tutankhamon o Lenin.
Di queste mummie famose, a cominciare da Ötzi, Albert Zink parlerà domani al Museo della Tonnara e dimostrerà come gli studi sulle mummie ci potranno chiarire meglio quanto i nostri antenati, anche di migliaia di anni fa, fossero simili o diversi da noi, in quale ambiente vivessero, cosa mangiassero e quali malattie avessero.

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