festa all’argentina
Compie 60 anni “L’isola di Arturo” capolavoro di Elsa Morante
ROMA. Arturo bambino, sognatore selvaggio. Arturo adolescente, affamato di vita e conoscenza. Arturo nostalgico e solitario nella mediterranea Procida. Compie 60 anni la storia del ragazzo che nelle...
2 MINUTI DI LETTURA
ROMA. Arturo bambino, sognatore selvaggio. Arturo adolescente, affamato di vita e conoscenza. Arturo nostalgico e solitario nella mediterranea Procida.
Compie 60 anni la storia del ragazzo che nelle sue diverse sfumature e nei suoi travagli adolescenziali è un po’ tutti noi, raccontata da Elsa Morante nel libro che le diede popolarità “L’isola di Arturo”, vincitore del Premio Strega nel 1957.
Tra i più importanti romanzi del Novecento, il romanzo è diventato anche un film nel 1962 per la regia di Damiano Damiani che lo stesso anno ha vinto la “Concha de Oro”al Festival di San Sebastian. Amato da generazioni di lettori, il romanzo viene festeggiato domani nella serata di letture e testimonianze “Compleanno di Arturo” al Teatro Argentina di Roma dove è annunciata la presenza di Carlo Cecchi, Laura Morante e Daniele Morante. Romanzo di formazione la storia di Arturo è quella del «ragazzo che volevo essere», come scrisse Elsa Morante, nata a Roma nel 1912. Secondo romanzo della Morante, dopo “Menzogna e sortilegio” del 1948, “L’isola di Arturo” è avvolto in una dimensione onirica ed emozionante in cui ci trasporta con dei flash back il protagonista tra illusioni e delusioni.
Arturo bambino sogna ad occhi aperti, ma quando il padre porta a casa la sua nuova giovane sposa, Nunziata, il ragazzo scopre l’attrazione carnale, la gelosia per il fratellino appena nato. Si innamora della sua matrigna, vive sentimenti contrastanti. Ma la grande disillusione arriva con la scoperta dell’omosessualità del padre. La Morante crea un’istantanea su tante storie al di fuori della Storia interrogandoci e illuminandoci con una scrittura che sorprende ancora. Prima dei romanzi, la Morante è stata autrice da giovane di favole, filastrocche e racconti per bambini e ragazzi.
Un approccio alla scrittura che si sente in tutti i suoi romanzi, compresa “La Storia” del 1974 e “Aracoeli” del 1982”. I 60 anni dalla pubblicazione de “L’isola di Arturo” vogliono proprio essere una festa «per riscoprire, ricordare, riamare un grande romanzo che ha segnato la storia della letteratura italiana».
Compie 60 anni la storia del ragazzo che nelle sue diverse sfumature e nei suoi travagli adolescenziali è un po’ tutti noi, raccontata da Elsa Morante nel libro che le diede popolarità “L’isola di Arturo”, vincitore del Premio Strega nel 1957.
Tra i più importanti romanzi del Novecento, il romanzo è diventato anche un film nel 1962 per la regia di Damiano Damiani che lo stesso anno ha vinto la “Concha de Oro”al Festival di San Sebastian. Amato da generazioni di lettori, il romanzo viene festeggiato domani nella serata di letture e testimonianze “Compleanno di Arturo” al Teatro Argentina di Roma dove è annunciata la presenza di Carlo Cecchi, Laura Morante e Daniele Morante. Romanzo di formazione la storia di Arturo è quella del «ragazzo che volevo essere», come scrisse Elsa Morante, nata a Roma nel 1912. Secondo romanzo della Morante, dopo “Menzogna e sortilegio” del 1948, “L’isola di Arturo” è avvolto in una dimensione onirica ed emozionante in cui ci trasporta con dei flash back il protagonista tra illusioni e delusioni.
Arturo bambino sogna ad occhi aperti, ma quando il padre porta a casa la sua nuova giovane sposa, Nunziata, il ragazzo scopre l’attrazione carnale, la gelosia per il fratellino appena nato. Si innamora della sua matrigna, vive sentimenti contrastanti. Ma la grande disillusione arriva con la scoperta dell’omosessualità del padre. La Morante crea un’istantanea su tante storie al di fuori della Storia interrogandoci e illuminandoci con una scrittura che sorprende ancora. Prima dei romanzi, la Morante è stata autrice da giovane di favole, filastrocche e racconti per bambini e ragazzi.
Un approccio alla scrittura che si sente in tutti i suoi romanzi, compresa “La Storia” del 1974 e “Aracoeli” del 1982”. I 60 anni dalla pubblicazione de “L’isola di Arturo” vogliono proprio essere una festa «per riscoprire, ricordare, riamare un grande romanzo che ha segnato la storia della letteratura italiana».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google