La Nuova Sardegna

Gli anni Cinquanta di Annie Ernaux 

di Mauretta Capuano
Gli anni Cinquanta di Annie Ernaux 

Arriva in Italia “Memorie di una ragazza”, il nuovo romanzo dell’autrice francese

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Come una storica di se stessa. Procede così Annie Ernaux nel suo nuovo romanzo “Memoria di ragazza”, bestseller in Francia, pubblicato in Italia da Orma Editore nella traduzione di Lorenzo Flabbi. Nel libro la scrittrice torna ai suoi 18 anni, alla prima volta lontano dalla famiglia per fare l’educatrice in una colonia di vacanza, nell’estate del 1958. È un anno cruciale, in cui scopre il sesso, la sua ferocia, l’amore, il giudizio degli altri, la vergogna. Quella vergogna del passato che nel libro diventa motore della storia e della memoria.
«C’è un’unicità di quel momento – dice Ernaux – Di quei due anni dal 1958 al 1960, in cui sono stata in una situazione ben definita, come una principessa chiusa nel castello delle favole. La scrittura è stata un modo per farla uscire, per esporla ma anche per distruggerla. La scrittura è anche un atto di distruzione». Autrice di libri culto come “Gli anni”, con cui in Italia ha vinto il Premio Strega Europeo nel 2016, e come “Il posto”, diventato anche un audio libro Emons con la voce di Sonia Bergamasco, la scrittrice spiega: «Ho scelto di scrivere guardandomi come se fossi un’altra persona. Serviva a creare la distanza necessaria ad andare al di là della vergogna, per scavare e arrivare in profondità e parlare della memoria di tutte le ragazze, non soltanto della mia».
E’ così che Ernaux è riuscita a trasformare l’autobiografia in una forma di conoscenza esistenziale e universale. Parlando della «ragazza del 1958» che va a letto con H, il suo capo alla colonia estiva, che le fa provare la passione e la vergogna, il desiderio e l’abbandono e la trascina indirettamente nel vortice della bulimia, la Ernaux parla anche di uno dei disturbi alimentari più frequenti oggi. «Di questi problemi allora non si parlava proprio, nonostante fossero molto diffusi, soprattutto fra le ragazze». E poi il rapporto problematico con la madre: «Era una donna di forte personalità. Per lei il sesso non poteva essere buono, positivo. Aveva del sesso una visione figlia del mondo cattolico, per cui il sesso era un male sopportabile solo con il marito e solo per la riproduzione».
Originaria di Lillebonne, nella Senna Marittima, dove è nata nel 1940, Ernaux parla anche della sua Francia: «La vittoria di Macron è stato un enorme sollievo per tutti i francesi. Il problema è che è stato eletto per difetto. Molti hanno votato per scongiurare il pericolo rappresentato da Marie Le Pen, che però resterà se le persone continueranno a sentirsi escluse».

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