il libro
“La vita a pugni” di Tellini, sul ring a muso duro
PORTO TORRES. “La vita a pugni” è il titolo del libro nel quale Argentino Tellini ricostruisce quasi un secolo di boxe a Porto torres, dove questa disciplina vanta una tradizione molto radicata tanto...
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PORTO TORRES. “La vita a pugni” è il titolo del libro nel quale Argentino Tellini ricostruisce quasi un secolo di boxe a Porto torres, dove questa disciplina vanta una tradizione molto radicata tanto da fare parte della storia stessa della città coi suoi personaggi, i suoi atleti e le tante storie di vita che puntualmente si intrecciano. Il volume, edito da Delfino, verrà presentato venerdì alle 18,30 nei locali del centro culturale di corso Vittorio Emanuele, nella sala Filippo Canu, alla presenza dell’autore e dell’editore; presenterà l’opera Gavino Sanna, la serata sarà moderata da Eugenio Cossu.
Il libro parte dagli anni Trenta e all’interno, come recita la sinossi, sarà possibile trovare “non solo campioni turritani, ma altri valorosi interpreti sardi che con le loro gesta hannofatto conoscere la nostra isola in tutto il mondo. Uomini straordinari che hanno sputato sangue in anguste palestre nel nome di una vittoria, che con coraggio indossarono i guantoni e fecero il pugilato. A volte, specie in passato, non riuscivano a mettere insieme due pasti di fila. Perciò praticare la boxe con successo era un un modo per sconfiggere la fame e ribellarsi ad un destino avverso. Alcuni divennero grandi idoli, rispettati ed osannati dalle folle, ma anche nei momenti di maggiore fulgore non rinnegarono mai se stessi e le proprie radici popolari».
Il libro parte dagli anni Trenta e all’interno, come recita la sinossi, sarà possibile trovare “non solo campioni turritani, ma altri valorosi interpreti sardi che con le loro gesta hannofatto conoscere la nostra isola in tutto il mondo. Uomini straordinari che hanno sputato sangue in anguste palestre nel nome di una vittoria, che con coraggio indossarono i guantoni e fecero il pugilato. A volte, specie in passato, non riuscivano a mettere insieme due pasti di fila. Perciò praticare la boxe con successo era un un modo per sconfiggere la fame e ribellarsi ad un destino avverso. Alcuni divennero grandi idoli, rispettati ed osannati dalle folle, ma anche nei momenti di maggiore fulgore non rinnegarono mai se stessi e le proprie radici popolari».
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