il progetto didattico
Al via le riprese della fiction sugli “Ospiti” in Sardegna
SASSARI. Come può reagire una comunità di fronte all’arrivo inaspettato di un gruppo di immigrati africani fuggiti da un centro di prima accoglienza? La nostra società è pronta ad accettare il...
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SASSARI. Come può reagire una comunità di fronte all’arrivo inaspettato di un gruppo di immigrati africani fuggiti da un centro di prima accoglienza? La nostra società è pronta ad accettare il confronto o più semplicemente è chiusa in se stessa perché fagocitata dalle proprie dinamiche sociali? È questo il tema, di stretta attualità, affrontato nel nuovo film che sta girando in questi giorni l’Accademia di Belle Arti di Sassari: “Ospiti”. Le riprese andranno avanti per tutto giugno con la supervisione di Davide Bini, docente di regia. Un progetto didattico battezzato Est-Etica che si avvale, come già avvenuto lo scorso anno per il lungometraggio “Randagi” (giunto alle fasi conclusive della post-produzione), del contributo della Regione.
Ambientata in Sardegna la storia racconta la vicenda di tre migranti, un uomo e due donne, che, fuggiti da un centro di accoglienza lager, trovano rifugio negli spazi all’aperto di un istituto scolastico. Una presenza ingombrante più o meno accettata e sopportata da chi vive quotidianamente quel luogo di formazione. Studenti, direttore, professori e bidelli si ritrovano così a fare i conti non soltanto con i tre migranti ma, soprattutto e piuttosto, con le proprie paure, ambizioni personali e dinamiche sociali. Non solo interesse per il genere documentario quindi, ma anche per film più classificabili come fiction. Pur costruiti con lo sguardo sempre attento sulla realtà.
Per tutte le fasi del progetto i docenti e i professionisti del settore coinvolti saranno affiancati dagli studenti che potranno approcciare da un punto di vista tecnico-pratico tutte le fasi della lavorazione cinematografica. Un’iniziativa che ha lo scopo di far entrare fattivamente gli allievi nel complesso mondo del lavoro legato all’immagine in movimento. Un’occasione di formazione sul campo che rientra negli obiettivi dell’Accademia, attenta a coniugare la classicità della propria offerta formativa con i nuovi linguaggi artistici. Tra questi il cinema occupa uno spazio fondamentale. (f.c.)
Ambientata in Sardegna la storia racconta la vicenda di tre migranti, un uomo e due donne, che, fuggiti da un centro di accoglienza lager, trovano rifugio negli spazi all’aperto di un istituto scolastico. Una presenza ingombrante più o meno accettata e sopportata da chi vive quotidianamente quel luogo di formazione. Studenti, direttore, professori e bidelli si ritrovano così a fare i conti non soltanto con i tre migranti ma, soprattutto e piuttosto, con le proprie paure, ambizioni personali e dinamiche sociali. Non solo interesse per il genere documentario quindi, ma anche per film più classificabili come fiction. Pur costruiti con lo sguardo sempre attento sulla realtà.
Per tutte le fasi del progetto i docenti e i professionisti del settore coinvolti saranno affiancati dagli studenti che potranno approcciare da un punto di vista tecnico-pratico tutte le fasi della lavorazione cinematografica. Un’iniziativa che ha lo scopo di far entrare fattivamente gli allievi nel complesso mondo del lavoro legato all’immagine in movimento. Un’occasione di formazione sul campo che rientra negli obiettivi dell’Accademia, attenta a coniugare la classicità della propria offerta formativa con i nuovi linguaggi artistici. Tra questi il cinema occupa uno spazio fondamentale. (f.c.)
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