La Nuova Sardegna

“Charlie Ciù-Ciù” ora diventa un libro 

di Mauretta Capuano
“Charlie Ciù-Ciù” ora diventa un libro 

In libreria da martedì la favola per bambini scritta da Stephen King con uno pseudonimo

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È diventato un libro, “Charlie Ciù-Ciù” (Sperling & Kupfer, 24 pagine, 14.90 euro), il racconto per bambini di Stephen King comparso per la prima volta in “Terre desolate”, terzo volume della Torre Nera del re dell’horror che compirà 70 anni a settembre. Accompagnato dalle illustrazioni basate sul progetto grafico originale di Ned Dameron, il libro è uscito martedì scorso in Italia per Sperling & Kupfer nella traduzione di Tullio Dobner. Niente horror, è una storia di amicizia e lealtà anche se in copertina troviamo un treno con la faccia di un essere umano dal sorriso un po’ inquietante. E non poteva che essere così visto che l’autore è Stephen King, anche se firma questo suo unico gioiellino per bambini con lo pseudonimo Beryl Evans. Ma con tono ammiccante lo scrittore dice: «Se mai dovessi scrivere un libro per bambini, sarebbe proprio uguale a questo». Ned Dameron ha illustrato Dungeons and Dragons e ha creato le copertine di molti romanzi, tra i quali appunto “Terre desolate” di Stephen King.

S’immagina che la favola sia stata scritta nel 1942 e che questa nuova edizione di Charlie Ciù-Ciù sia un facsimile della stampa originale. Il macchinista Bob Brooks è il miglior ferroviere della Compagnia Ferroviaria del Medio-Mondo, sul tratto St.Louis-Topeka, e Charlie il miglior treno, un Big Boy 402. Solo a Bob è permesso guidarlo e quando tira la catenella e si sente il fischio “Vuuu-uuu!” del locomotore tutti pensano al macchinista e al suo treno come «alla coppia più veloce tra St.Louis e Topeka» e i bambini salutano con la mano. Ma Bob custodisce un segreto: Charlie Ciu-ciu non è un semplice treno. «In realtà era vivo, ma vivo per davvero» e scoprirlo non era stato facile da digerire per il macchinista. Sì, perché Charlie è il suo migliore amico, l’unico e vero dopo la morte di sua moglie, ma è anche un treno che parla, canta e che intona una canzoncina che si conclude così: «Voglio correre soltanto sotto il grande cielo blu. Solo un semplice trenino voglio essere e niente più».

Finché arriva il giorno in cui Charlie deve andare in pensione. Al suo posto arriva una motrice Diesel e Bob non si dà pace a vedere il suo amico su un binario morto. Si rifiuta così di salire alla guida di qualsiasi altro treno e da capo macchinista viene degradato a pulitore di motrici. Ma ancora non è detta l’ultima parola per i due amici. Sul viale del tramonto altre sorprese, belle, sono in arrivo per Bob e Charlie.



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