La nottata “caliente” di Jay Santos a Sassari
Sabato migliaia di ragazzi hanno ballato con la musica del cantante colombiano considerato il re del genere reggaeton
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SASSARI. Benvenuti nell’era della post-discoteca, dove i ragazzi vanno a ballare come hanno sempre fatto, ma con la differenza che l’artista che si esibirà sul palco non si presenta prima di mezzanotte e mezzo. E dove il deejay non appare più come un semplice selezionatore di musica, ma fa parte a tutti gli effetti dello spettacolo, così come le ballerine che gli danzano accanto. È un po’ quello che è successo sabato notte a Sassari nell’area per i concerti di piazzale Segni, con migliaia di teenager pronti da settimane ad accogliere il loro idolo Jay Santos, uno dei re del reggaeton. Così, anche grazie all’organizzazione di “Dreamsgroup”, per una notte la città si è trasformata nella capitale di quel genere di musica che mescola reggae, hip hop e passione latina. Un cocktail esplosivo in grado di avere un successo planetario. «Sono performance a metà tra le serate in discoteca e i concerti veri e propri – spiega Cosimo Salis, uno degli organizzatori – ed è per questo che l’orario di inizio slitta rispetto alle esibizioni tradizionali. Ringrazio l’amministrazione comunale per averci permesso di fare un po’ più tardi del solito».
Poco prima di mezzanotte una voce microfonata annuncia che «Sabina is in da house», ossia – come si dice nello slang afroamericano – che Sabina, deejay in arrivo «direttamente dal Ministry of sound» di Londra, è già davanti alla console pronta a far partire le danze. La accoglie un boato accompagnato dagli urletti tipici delle adolescenti in modalità “fan in delirio”. Parte la musica e immediatamente lo spazio sotto il palco si riempie di ragazzi che ballano musica house. Poi, sempre una voce microfonata, presenta un altro deejay, Chris Rose, anche lui salutato da grandi applausi. «Say ohhh, say yeahhh» e il pubblico risponde gridando e ballando sino a quando, con le note del tormentone “Despacito”, da dietro il palco spunta un Suv bianco dal quale esce un ragazzo completamente vestito di bianco. È lui, è Jay Santos: altro boato. Il tempo di qualche foto nel backstage e poi è già su a cantare. Il primo pezzo, intonato a memoria da tutto il pubblico, s’intitola “Caliente”, certificato disco d’oro nel 2016. Ne seguiranno altri sei prima che le luci si spengano. Ai lati del palco alcuni chioschetti dispensano mojito agli avventori. L’atmosfera si fa caraibica, o “caliente”, proprio come la canzone
Ma chi è esattamente Jay Santos? E perché la sua musica piace tanto? Ventinove anni, originario di Bogotà, artista internazionale e icona della musica urbana, Jay sta facendo ballare tutto il mondo con un nuovo brano, “Venus”, che cerca di rappresentare l’evoluzione del reggaeton. «Venus – spiega lui stesso – ha un’essenza futuristica anche mantenendo i classici suoni del reggaeton. Per me è una canzone piena di ritmo e sensualità». (a.m.)
Poco prima di mezzanotte una voce microfonata annuncia che «Sabina is in da house», ossia – come si dice nello slang afroamericano – che Sabina, deejay in arrivo «direttamente dal Ministry of sound» di Londra, è già davanti alla console pronta a far partire le danze. La accoglie un boato accompagnato dagli urletti tipici delle adolescenti in modalità “fan in delirio”. Parte la musica e immediatamente lo spazio sotto il palco si riempie di ragazzi che ballano musica house. Poi, sempre una voce microfonata, presenta un altro deejay, Chris Rose, anche lui salutato da grandi applausi. «Say ohhh, say yeahhh» e il pubblico risponde gridando e ballando sino a quando, con le note del tormentone “Despacito”, da dietro il palco spunta un Suv bianco dal quale esce un ragazzo completamente vestito di bianco. È lui, è Jay Santos: altro boato. Il tempo di qualche foto nel backstage e poi è già su a cantare. Il primo pezzo, intonato a memoria da tutto il pubblico, s’intitola “Caliente”, certificato disco d’oro nel 2016. Ne seguiranno altri sei prima che le luci si spengano. Ai lati del palco alcuni chioschetti dispensano mojito agli avventori. L’atmosfera si fa caraibica, o “caliente”, proprio come la canzone
Ma chi è esattamente Jay Santos? E perché la sua musica piace tanto? Ventinove anni, originario di Bogotà, artista internazionale e icona della musica urbana, Jay sta facendo ballare tutto il mondo con un nuovo brano, “Venus”, che cerca di rappresentare l’evoluzione del reggaeton. «Venus – spiega lui stesso – ha un’essenza futuristica anche mantenendo i classici suoni del reggaeton. Per me è una canzone piena di ritmo e sensualità». (a.m.)
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