I Dark Tranquillity a Thiesi Calore svedese a tutto rock
di Alessandro Marongiu
Entusiasmo del pubblico ed energia della band per un’esibizione maiuscola Venerdì una serata memorabile con venti brani in scaletta e tanti bis
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THIESI. «Suoniamo da ventisette anni e non siamo mai venuti in Sardegna, come cavolo è stato possibile? Errore nostro. Vi promettiamo che torneremo»: le parole sono di Mikael Stanne, a suggello di una serata memorabile. Di solito queste sono frasi di circostanza, ma chi c’era venerdì potrà testimoniare di come, una volta tanto, siano apparse assolutamente sentite e sincere.
Perché è vero che le aspettative erano alte, ma forse neanche il più ottimista dei fan avrebbe potuto immaginare che sarebbe andata così: con i tanti presenti a dir poco entusiasti, con la band svedese stupita per il calore del pubblico sardo, e con Stanne che durante l’ultimo dei bis, “Misery’s Crown”, è sceso dal palco e, continuando a cantare, ha stretto la mano a tutti gli spettatori della prima fila, uno per uno. Il Comitato Santu Juanne ha insomma offerto alla platea uno spettacolo come non se ne vedono spesso, specie sull’isola: merito anche, soprattutto, della prestazione degli attori principali, i Dark Tranquillity, che nonostante fossero arrivati a Thiesi solo da poche ore, dopo aver lasciato Madrid e il Download Festival, hanno sfoderato un’esibizione maiuscola, non risparmiando concentrazione, impegno ed energie.
Dopo i set dei due gruppi locali Ilienses Tree e Icy Steel, verso le 23 scocca l’ora degli scandinavi, che attaccano con “Force Of Hand”, proveniente dall’album “Atoma” del 2016; già con la successiva, bellissima, “The Lesser Faith”, si ha un saggio concreto delle loro capacità: tecnica e precisione esemplari, melodie sempre cantabili nonostante il muro di suono prodotto da chitarre basso e batteria, abilità massima nel condurre a sé il pubblico con continui richiami e imbeccate.
E, cosa non da poco, un frontman dal carisma inequivocabile, con i suoi lunghi capelli biondi a contrastare l’abbigliamento rigorosamente nero e con movenze che in qualche passaggio hanno ricordato il Robert Plant di un tempo (la voce no, quella è di tutt’altro tipo). In ordine sparso sono venute, da “Atoma”, il brano che dà il titolo al disco, “Forward Momentum”, “The Pitiless” e l’ottima “Clearing Skies”; da “Damage Done” del 2002, tra le altre, l’ugualmente ottima “Final Resistance” e “Monochromatic Stains”, e ancora estratti da “Construct”, “Character” e “Fiction”.
E se per i fan della prima ora l’assenza di pezzi da “The Gallery” o da “The Mind’s I” è stata un piccolo colpo al cuore (l’assenza si spiega con il fatto che il sound di allora è troppo diverso da quello degli ultimi quindici anni), ci si è consolati con “Thereln” (da “Projector” del 1999) e “The Wonders At Your Feet” (da “Haven” del 2000). Compresi i tre bis, la scaletta ha presentato ben venti brani, e alla fine, tra un’acclamazione e l’altra, i Dark Tranquillity hanno lasciato la scena a fatica.
Tutto si è svolto nella massima tranquillità, prima e dopo il concerto: visti tanti fatti recenti, è bene segnalare anche questo aspetto. Dopo i balli sardi e i Tenores di Thiesi, protagonisti della giornata di ieri, gli eventi per l’edizione 2017 di Santu Juanne si concluderanno oggi con il concerto in Piazza del Comune di due nomi storici del panorama punk italiano, i Derozer e gli Shandon. L’inizio è fissato per le 22.
Perché è vero che le aspettative erano alte, ma forse neanche il più ottimista dei fan avrebbe potuto immaginare che sarebbe andata così: con i tanti presenti a dir poco entusiasti, con la band svedese stupita per il calore del pubblico sardo, e con Stanne che durante l’ultimo dei bis, “Misery’s Crown”, è sceso dal palco e, continuando a cantare, ha stretto la mano a tutti gli spettatori della prima fila, uno per uno. Il Comitato Santu Juanne ha insomma offerto alla platea uno spettacolo come non se ne vedono spesso, specie sull’isola: merito anche, soprattutto, della prestazione degli attori principali, i Dark Tranquillity, che nonostante fossero arrivati a Thiesi solo da poche ore, dopo aver lasciato Madrid e il Download Festival, hanno sfoderato un’esibizione maiuscola, non risparmiando concentrazione, impegno ed energie.
Dopo i set dei due gruppi locali Ilienses Tree e Icy Steel, verso le 23 scocca l’ora degli scandinavi, che attaccano con “Force Of Hand”, proveniente dall’album “Atoma” del 2016; già con la successiva, bellissima, “The Lesser Faith”, si ha un saggio concreto delle loro capacità: tecnica e precisione esemplari, melodie sempre cantabili nonostante il muro di suono prodotto da chitarre basso e batteria, abilità massima nel condurre a sé il pubblico con continui richiami e imbeccate.
E, cosa non da poco, un frontman dal carisma inequivocabile, con i suoi lunghi capelli biondi a contrastare l’abbigliamento rigorosamente nero e con movenze che in qualche passaggio hanno ricordato il Robert Plant di un tempo (la voce no, quella è di tutt’altro tipo). In ordine sparso sono venute, da “Atoma”, il brano che dà il titolo al disco, “Forward Momentum”, “The Pitiless” e l’ottima “Clearing Skies”; da “Damage Done” del 2002, tra le altre, l’ugualmente ottima “Final Resistance” e “Monochromatic Stains”, e ancora estratti da “Construct”, “Character” e “Fiction”.
E se per i fan della prima ora l’assenza di pezzi da “The Gallery” o da “The Mind’s I” è stata un piccolo colpo al cuore (l’assenza si spiega con il fatto che il sound di allora è troppo diverso da quello degli ultimi quindici anni), ci si è consolati con “Thereln” (da “Projector” del 1999) e “The Wonders At Your Feet” (da “Haven” del 2000). Compresi i tre bis, la scaletta ha presentato ben venti brani, e alla fine, tra un’acclamazione e l’altra, i Dark Tranquillity hanno lasciato la scena a fatica.
Tutto si è svolto nella massima tranquillità, prima e dopo il concerto: visti tanti fatti recenti, è bene segnalare anche questo aspetto. Dopo i balli sardi e i Tenores di Thiesi, protagonisti della giornata di ieri, gli eventi per l’edizione 2017 di Santu Juanne si concluderanno oggi con il concerto in Piazza del Comune di due nomi storici del panorama punk italiano, i Derozer e gli Shandon. L’inizio è fissato per le 22.
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