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«Dobbiamo stare attenti al nero che avanza» 

«Dobbiamo stare attenti al nero che avanza» 

In atto una deriva pericolosa: ne parlano Zoro e Marco Damilano, protagonisti al giardino comunale 

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GAVOI. Un’ora e mezza prima dell’inizio c’è già la fila al giardino comunale. L’appuntamento è alle 16, ma nessuno vuole perdersi l’incontro con Diego Bianchi, in arte Zoro, e Marco Damilano. Una coppia collaudata, grazie all’esperienza nel programma televisivo Gazebo. Conduttore il primo, giornalista il secondo. Non hanno bisogno di ulteriori presentazioni. La loro popolarità si capisce anche dal forte applauso all’arrivo sul palco.

«Finalmente siamo a Gavoi» esordisce Zoro, mattatore dell’incontro com’è facile immaginare. Gioca con il pubblico e con Damilano, perfetta spalla che si cala senza problemi nel ruolo di “comprimario” per quanto riguarda gli interventi nel corso della classica ora a disposizione per gli ospiti del festival. Si parte, però, proprio da lui. Dal giornalista che decide di leggere un passaggio del libro che ha in mano: “Nero su nero” di Sciascia. «Pare si stia aprendo un’era di mostri e fantasmi» la frase chiave del brano dello scrittore siciliano che viene riportato. Una profezia, quella del pessimista Sciascia, che porta a ragionare sull’oggi. Su cose che in qualche modo sembrava impossibile riemergessero. È il nero che avanza, da Trump su scala internazionale, alla consigliera comunale eletta in un paese della provincia di Mantova con la lista Fasci italiani del lavoro, passando per il nuovo sindaco dell’Aquila che è un ex membro di CasaPound. Risultati che evidenziano la capacità di intercettare gli umori della gente, mentre si fanno sempre più forti i segnali che arrivano al di là del consenso elettorale. Il clima generale, l’indifferenza, il “non sono razzista ma”, la radicalizzazione delle parole come evidenza il dibattito sui social: «Dove – sottolinea Damilano – nessuno è disposto ad ascoltare, a cambiare idea, ma interviene solo come fosse in un ring con lo scopo di azzannare l’avversario. Una sconfitta del metodo democratico».

E mentre quello che si può definire fascismo avanza, sfruttando il sentimento della paura legato all’immigrazione, la politica di sinistra è assente e – come dice Zoro – tocca sempre più spesso a organizzazioni non governative e giornalisti riempire quel vuoto, cercare con il racconto di arginare quell’ombra oscura che avanza. (fabio canessa)

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