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Paolo Viillaggio e quella frase infelice sui pastori sardi

Paolo Viillaggio e quella frase infelice sui pastori sardi

Nel 2012 la polemica dopo una battuta in diretta televisiva, poi le scuse ufficiali

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SASSARI. Una frase infelice in diretta tv, le polemiche, le scuse. Nel gennaio del 2012 Paolo Villaggio, ospite della trasmissione televisiva “Brontolo” condotta da Oliviero Beha, intervenne con una battuta poco elegante mentre in studio si discuteva del calo demografico nell’isola: «Penso che sia dovuto al fatto che i pastori sardi intrattengono relazioni con le pecore» fu il commento.

Le telecamere mostrarono momenti di evidente imbarazzo in studio da parte del conduttore e degli altri ospiti, nessuno dei presenti intervenne ma il giorno dopo la polemica divampò su tutti i fronti, con una minaccia di querela da parte di un gruppo di pastori e la presa di posizione dell’allora goverantore della Sardegna Ugo Cappellacci che disse «Il servizio pubblico, pagato dai cittadini, non può essere ridotto a veicolo di stupidità, volgarità e ignoranza».

Alla fine fu lo stesso Paolo Villaggio a mettere fine alla vicenda scusandosi pubblicamente: «Non sono così vecchio e rincoglionito, è assurdo che la gente non abbia capito che si trattava solo di una battuta. Mi sembra paradossale tutto quello che sta succedendo furono le sue parole. Il comico genovese aggiunse poi di essere stato sempre in buona fede pronunciando quella battua: «Mi dispiace e mi scuso con i sardi, li conosco bene, se avessi voluto offenderli, avrei detto altre cose. Per punizione sono pronto ad andare in traghetto a Olbia e poi, vestito da francescano o da Gesù Cristo con le spine in testa, a farmi tutta la Sardegna a piedi e fermarmi ogni 500 metri a chiedere scusa per la battutaccia».
 

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