Il tour estivo di Lp, dal palco un inno alla libertà
La cantautrice americana in concerto a Roma, le altre tappe a Cattolica e al Summer Festival di Lucca
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ROMA. A guardarla da vicino vien da chiedersi come possa quella voce uscire da un corpo così fragile. Lp, nome d’arte di Laura Pergolizzi, non tradisce le attese del pubblico nel concerto, l’altro ieri sera a Roma, che ha dato il via al tour estivo. Basta che, nella prima parte dello show, arrivino le note di una delle sue hit, “Other people”, per spingere i fan sotto il palco della gremita Cavea dell’Auditorium, tra le proteste di alcuni spettatori e i vani tentativi degli uomini della sicurezza di far tornare tutti a sedere. L’italiano, nonostante le origini nel Mezzogiorno, non lo mastica affatto, ma per i supporter, che oltre ad apprezzare la sua musica spesso condividono anche le sue battaglie per i diritti Lgbt, non cambia molto. Lp, più che una star emergente, a 36 anni è una realtà. Quattro album alle spalle, già tanti successi Oltreoceano dove ha sfondato come autrice e interprete molto prima che in Europa. La sua musica affonda le radici nella storia del rock: Elvis e i Beatles, i Rolling Stones e i Nirvana, sono alcuni dei nomi con cui Lp è cresciuta, sostenuta dalla madre cantante lirica.
Riccioli neri a coprirle gli occhi, jeans e camicetta fantasia, sfoggio di anelli alle dita, Lp si muove sul palco senza timori, tra sorrisi, urletti mai fuori luogo e i caratteristi fischi che richiamano ogni volta un’ovazione del pubblico. Guida la band chitarra, basso e batteria, imbracciando a volte l’ukulele, suonando altre volte l’armonica, per ribadire che la sua stella polare è la musica d’autore americana. La voce, inconfondibile, è la sua forza. Un inno, la sua musica, all’anticonformismo, un messaggio di libertà che la cantautrice lascia agli spettatori romani e porterà nelle prossime settimane a quelli di Cattolica, del Summer Festival di Lucca, di Grugliasco, di Gardone Riviera, di Pescara e di Napoli.
Riccioli neri a coprirle gli occhi, jeans e camicetta fantasia, sfoggio di anelli alle dita, Lp si muove sul palco senza timori, tra sorrisi, urletti mai fuori luogo e i caratteristi fischi che richiamano ogni volta un’ovazione del pubblico. Guida la band chitarra, basso e batteria, imbracciando a volte l’ukulele, suonando altre volte l’armonica, per ribadire che la sua stella polare è la musica d’autore americana. La voce, inconfondibile, è la sua forza. Un inno, la sua musica, all’anticonformismo, un messaggio di libertà che la cantautrice lascia agli spettatori romani e porterà nelle prossime settimane a quelli di Cattolica, del Summer Festival di Lucca, di Grugliasco, di Gardone Riviera, di Pescara e di Napoli.
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