il premio
Lo Strega a Cognetti per “Le otto montagne”
ROMA. Paolo Cognetti, vincitore del Premio Strega 2017 con il romanzo «Le otto montagne» (Einaudi) è anche in cima alla classifica dello StregaOFF, il premio aperto al pubblico al giardino del Monk...
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ROMA. Paolo Cognetti, vincitore del Premio Strega 2017 con il romanzo «Le otto montagne» (Einaudi) è anche in cima alla classifica dello StregaOFF, il premio aperto al pubblico al giardino del Monk di Roma che si è svolto in concomitanza con lo spoglio del più prestigioso riconoscimento letterario italiano. Cognetti ha raccolto il 57% dei voti di riviste, blog letterari e pubblico presente al circolo romano. Al secondo posto Matteo Nucci con il 15% dei voti. Seguono Marasco (13%), Ciabatti (10%) e Rollo (5%).
Travolto da un successo trasversale, Cognetti ha convinto gli intellettuali e conquistato i lettori comuni. E il suo libro diventerà un film. Dopo il trionfo con 208 voti di giovedì sera al Ninfeo di Villa Giulia, lo scrittore è già in viaggio verso la sua montagna, quella da dove è partito tutto. «Vivo in un posto potente, che mi emoziona, pieno di significato, lo devo raccontare mi sono detto. La storia è nata da qui. La qualità più grande de “Le otto montagne” è che c'è qualcosa di molto vero», spiega Cognetti, che vive in una baita vicino a Brusson, nella Val d'Ayas, in Valle d'Aosta. «Il grande lavoro sulla semplicità, che è un lavoro sulla verità, riesce ad arrivare con grande forza a più livelli», dice lo scrittore, 39 anni, che ne “Le otto montagne” – diventato subito un caso letterario, in via di traduzione in 33 paesi, con 100 mila copie vendute – racconta il rapporto tra un figlio e un padre, la nascita di un'amicizia, il legame profondo con un luogo e il valore degli incontri che durano nel tempo.
Travolto da un successo trasversale, Cognetti ha convinto gli intellettuali e conquistato i lettori comuni. E il suo libro diventerà un film. Dopo il trionfo con 208 voti di giovedì sera al Ninfeo di Villa Giulia, lo scrittore è già in viaggio verso la sua montagna, quella da dove è partito tutto. «Vivo in un posto potente, che mi emoziona, pieno di significato, lo devo raccontare mi sono detto. La storia è nata da qui. La qualità più grande de “Le otto montagne” è che c'è qualcosa di molto vero», spiega Cognetti, che vive in una baita vicino a Brusson, nella Val d'Ayas, in Valle d'Aosta. «Il grande lavoro sulla semplicità, che è un lavoro sulla verità, riesce ad arrivare con grande forza a più livelli», dice lo scrittore, 39 anni, che ne “Le otto montagne” – diventato subito un caso letterario, in via di traduzione in 33 paesi, con 100 mila copie vendute – racconta il rapporto tra un figlio e un padre, la nascita di un'amicizia, il legame profondo con un luogo e il valore degli incontri che durano nel tempo.
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