La Nuova Sardegna

Energia, rock e storia Il ritorno dei Litfiba

di Andrea Musio
Energia, rock e storia Il ritorno dei Litfiba

«A Cagliari il 12 agosto per ritrovare la nostra isola del cuore»

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CAGLIARI. Il ritorno dei Litfiba in Sardegna. Bisognerà aspettare ancora un mese prima di poter rivedere Piero Pelù, Ghigo Renzulli e compagni il 12 Agosto all'Arena Sant'Elia mentre si fa alta la tensione per l'attesa del concerto allestito da Imaginevents ed insrito nel cartellone della rassegna “Pop ad impatto zero - Festival Musica e Spettacoli” non solo tra i fan isolani ma anche nella band. «Il nostro dna sardo ci obbliga a tornare in Sardegna – racconta Pelù –. Manchiamo dal 31 dicembre del 2014 e non si poteva aspettare oltre. Abbiamo l'isola nel cuore perché è una delle prime regioni insieme alla Toscana nella quale abbiamo suonato. Non dimenticheremo mai quel concerto del febbraio del 1983. Venimmo invitati, insieme ai Denovo ancora prima dell'uscita del primo disco “Desaparecidos”. Ricordo – aggiunge Renzulli - arrivare nel palasport è stata una odissea. Poveri in canna volevamo risparmiare i soldi del traghetto e decidemmo di sbarcare a Olbia. Gia conoscevo la Sardegna – continua Pelù - L'idea era di trovare la strada per prendere la Carlo Felice ma il nostro bassista Maroccolo, che aveva ci aveva già vissuto, ebbe la brillante idea di farci prendere l'Orientale Sarda. Il tragitto bellissimo ma il viaggio era da impresa titanica. Dodici ore durante le quali venne massacrato tra lo strapiombo sul mare e le strade innevate del Gennargentu. Senza dubbio – riprende Ghigo – il nostro amore per la Sardegna è incondizionato».

Il concerto sarà incentrato sulle canzoni che compongono l'ultimo disco “Eutòpia” (Teg-Sony, 2016), il quattordicesimo in studio nonché capitolo conclusivo della trilogia il cui filo conduttore è lo Stato. «Abbiamo preparato un concerto di due ore e mezzo – rassicurano i due fondatori dei Litfiba –, ci saranno alcune delle canzoni dell'ultimo album ma anche quelle più vecchie. Si tratta dello spettacolo che stiamo portando in giro per l'Italia e che abbiamo iniziato la primavera appena passata, con alcune variazioni. Cambia la scenografia sul palco e la scaletta è più lunga ed energica. Sarà sicuramente un bello spettacolo. Decisamente particolare e nuovo per il nostro stile. In genere abbiamo sempre fatto concerti in stile classico rock'n roll. Per questo giro abbiamo optato per un allestimento più visivo». «Metterlo in piedi è stato un kolossal per i mezzi utilizzati. Uno spettacolo multimediale con delle proiezioni studiate da me – spiega Piero Pelù - e da un regista con interventi audio e video da parte di personaggi da noi considerati “eutopici”. Don Gallo, Dario Fo, Ilaria Cucchi, i ragazzi di no bullismo, John Lennon. Tantissime citazioni nella musica e nei video ma soprattutto nei contenuti. Eutòpia si costruisce sulle idee che già vediamo applicate in giro per il mondo, in quelle che sono considerate le migliori democrazie del mondo nei paesi della Scandinavia. La loro esperienza e il loro percorso ci fanno venire voglia di riuscire ad applicare in Italia tutta la positività ed il rispetto per le persone ancor prima che per i cittadini».

Nell'ultimo disco non potevano mancare argomenti sociali, forti ma anche citazioni e dediche a persone che hanno svolto un ruolo cruciale nella ribellione anche a discapito della propria vita. «Eutòpia parla della nostra storia. Musicalmente assume, più di qualunque altro disco, lo stile dei litfiba dai novanta ad oggi. Nei contenuti si ispira, ad esempio, a “Utopia” il volume pubblicato da Thomas More nel 1516. Ci sembrava giusto omaggiare la grandissima opera ma anche l'ingegno e la fantasia politica di quell'uomo. Naturalmente il suo pensiero viene applicato all'attualità e per noi Eutòpia è un luogo dove i sogni non sono più campati per aria ma fa riferimenti reali, quello che ci circonda. Tutto questo è possibile. Dal punto di vista logistico è stato necessario un grandissimo impegno. Mettere in piedi un progetto come questo ha richiesto molto impegno musicale, umano ed economico. Creare e incastonare le proiezioni nella musica è stato veramente difficile. Può piacere o meno ma c'è veramente tanto lavoro dietro». Nel caso dei Litfba, i testi di denuncia, anche quelli scritti molto tempo fa continuano a rimanere attuali. cambiano i nomi e le situazioni ma il risultato non cambia. «Questa specie di “Effetto Cassandra” non mi fa star bene. Avrei preferito sapere superati tutti gli argomenti di cui ho scritto trent'anni fa. Purtroppo la situazione è cambiata in peggio. Resta il fatto che questo fa aumentare la mia voglia di impegno. Lo raccontiamo nelle canzoni come nel caso di “Maria Coraggio” (dedicata alla figura di Lea Garofalo, vittima della 'ndrangheta) è un testo simbolo fra le tante di questo album così come il titolo del disco, “Straniero”, “L'impossibile” ed altre. Sono canzoni pilastro sia, musicalmente che concettualmente, fondano la riuscita di tutto il lavoro compositivo».

Sono trascorsi otto anni dalla reunion dopo i nove nei quali Pelù e Renzulli hanno intrapreso strade separate. «Le cose vanno piuttosto bene – precisano –. Siamo molto contenti, innanzitutto del lavoro che abbiamo fatto sul disco. Quello che conta veramente, ma anche quello che resta nella storia di una band sono i lavori in studio. Il risultato che abbiamo ottenuto è un ottimo trampolino di lancio per il tour che stiamo affrontando in questi mesi. Sono certo, senza dubbio, quello in corso è il più importante della storia dei Litfiba. C'è la nostra storia dentro e non vediamo l'ora di riportarla a Cagliari. Sappiamo benissimo quanto sa essere rock il pubblico sardo e ci aspettiamo una notte di grandi energie».

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