“Xavier”, l’amore contro il terrorismo
Il 21 aprile 2017 in avenue des Champs-Elysées, in un attentato, il poliziotto Xavier Jugelé perde la vita. Dietro la cronaca nera e quella divisa si nascondono - come sempre in questi terribili casi...
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Il 21 aprile 2017 in avenue des Champs-Elysées, in un attentato, il poliziotto Xavier Jugelé perde la vita. Dietro la cronaca nera e quella divisa si nascondono - come sempre in questi terribili casi - sogni infranti e vite incompiute. Ma dal suo amore di coppia spezzato (in questo caso omosessuale) non nascerà alcun odio «perché dialogo e tolleranza sono l'unica strada possibile». È questa la trama di un toccante corto giocato tra la narrazione privata e la denuncia sociale, “Xavier”, appena realizzato dal pluripremiato Giovanni Coda, regista cagliaritano che ancora una volta tocca temi sensibilissimi: terrorismo, omosessualità, integrazione. In soli sette minuti “Xavier” (con Thomas Grascoeur e Marco Casoli) abbatte molti luoghi comuni: gli omosessuali (e i poliziotti) muoiono come noi, mentre a non morire mai è «l'indifferenza dopo il breve clamore mediatico». Coda racconta in modo poetico le 12 ore di vita di coppia precedenti all'uccisione e la disperazione seguente, che culmina con una lettera in cui «l'odio non deve vincere», nemmeno di fronte al terrorismo. Un episodio vero (la lettera venne pubblicata e fu virale sul web) per una riflessione universale.
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