La ricchezza del cinema sostenibile
Adottato il protocollo green elaborato dalla Sardegna Film Commission
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CABRAS. Cinema e sostenibilità ambientale. La casa di produzione Vivo Film ha deciso di applicare per il lungometraggio di Laura Bispuri il protocollo Sardegna Green Film Shooting elaborato dalla Fondazione Sardegna Film Commission. «Molti dei nostri lavori precedenti erano già sostenibili in maniera intuitiva e non strutturata - dichiara la produttrice Marta Donzelli - e “Figlia mia” è il primo ufficialmente green prodotto dalla Vivo Film. Ne siamo molto orgogliosi e ringraziamo la Sardegna Film Commission per averci accompagnato in questo percorso con l’applicazione del protocollo green dell’isola. Andare verso la sostenibilità è ormai un passaggio necessario e non rinviabile da un punto di vista etico, ma anche economicamente vantaggioso per le produzioni».
Cinque in particolare i criteri seguiti durante la lavorazione del film nell’isola: risparmio ed efficientamento energetico, alloggi e mobilità sostenibile, scelta dei materiali, cibo, gestione di rifiuti. A questo proposito la Film Commission ha fornito ai membri della troupe borracce personali da utilizzare durante le riprese, limitando così al minimo l’utilizzo di plastica. Inoltre sono stati posizionati sul set dei raccoglitori specifici per la gestione dei rifiuti, utilizzate auto euro 5 per abbassare le emissioni inquinanti e gli alloggi scelti per ospitare le tante persone impegnate nella lavorazione del film sono stati individuati riducendo il raggio a trenta chilometri dal set. Per ridurre l’uso di gruppo elettrogeni al minimo indispensabile, quando possibile si è scelto l’allaccio temporaneo alla rete. E infine si è puntato, per quanto riguarda il cibo, su un catering locale pronto a utilizzare prodotti del territorio a chilometro zero. (f.c.)
Cinque in particolare i criteri seguiti durante la lavorazione del film nell’isola: risparmio ed efficientamento energetico, alloggi e mobilità sostenibile, scelta dei materiali, cibo, gestione di rifiuti. A questo proposito la Film Commission ha fornito ai membri della troupe borracce personali da utilizzare durante le riprese, limitando così al minimo l’utilizzo di plastica. Inoltre sono stati posizionati sul set dei raccoglitori specifici per la gestione dei rifiuti, utilizzate auto euro 5 per abbassare le emissioni inquinanti e gli alloggi scelti per ospitare le tante persone impegnate nella lavorazione del film sono stati individuati riducendo il raggio a trenta chilometri dal set. Per ridurre l’uso di gruppo elettrogeni al minimo indispensabile, quando possibile si è scelto l’allaccio temporaneo alla rete. E infine si è puntato, per quanto riguarda il cibo, su un catering locale pronto a utilizzare prodotti del territorio a chilometro zero. (f.c.)
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