La Nuova Sardegna

Il cuore bossa di Maria Gadù

di Andrea Musio
Il cuore bossa di Maria Gadù

Successo sul palco di Tharros per la cantautrice brasiliana

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THARROS. Le nuove frontiere della musica carioca. Tiene le radici ben salde nella terra d’origine ma si lascia ammaliare da sonorità più o meno moderne e si espande per esplorare nuovi territori. Ecco allora che si affaccia sul jazz, irrompe nel dub mentre il ritmo in levare fa appena capolino. Con estrema padronanza nella musica e una rara versatilità nella voce, Maria Gadù incanta e coinvolge. Un concerto, quello di domenica sera all’anfiteatro di Tharros, che ha colpito nel cuore delle circa ottocento persone presenti. Un talento innato con cui riesce a far presa sull'ascoltatore e lo cattura per tutta la durata della performance, senza fatica.

Quindici composizioni come assaggio di una ben più ampia discografia con cui, sin dall’esordio di otto anni fa, ha conquistato due dei massimi esponenti della musica brasiliana: Milton Nascimento e Caetano Veloso con i quali ha realizzato, qualche anno fa, un dvd e un lungo tour per voce e chitarra. Una scelta ricercata di brani senza cadere nella banalità delle hit di successo, certamente amate dal pubblico, bensì con composizioni che in Italia sono passate pressoché in sordina.

Maria Gadù canta per i diritti e contro l'omofobia. Quei diritti che dovrebbero essere garantiti e che non dovrebbero avere bisogno di leggi. . Un breve ma intenso discorso in portoghese, prontamente tradotto dal violoncellista italo brasiliano Federico Puppi che insieme al bassista Lancaster Lopes Pinto e al batterista e percussionista Felipe Gustavo Roseno Goncalves, ha accompagnato la giovane cantautrice e chitarrista di San Paolo nei circa novanta minuti di esibizione.

Parte con “Suspiro”, presa dall’ultimo disco “Guela” pubblicato nel 2015 ed ancora in tour promozionale. “O bloco”, “Bela flor”, “Altar particular”, “Tudo diferente” tra le canzoni eseguite così come “A capella” e il tributo a Jaques Brel “Ne me quitte pas” e naturalmente “Shimbalaie” scritta quando aveva appena dieci anni e tenuta nascolta per lungo tempo. Una poesia, grazie alla quale, Mayra Corrêa Aygadoux ha conquistato il cuore di milioni di fan in tutto il mondo. Come se la musica non bastasse, una ottima e spontanea presenza scenica ha fatto del concerto, organizzato da Rete Sinis, un'esperienza emozionante.

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