Un mare di cristallo e paesaggi selvaggi
di Grazia Brundu
Un paradiso naturalistico a due passi dalla vecchia miniera
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Vista dall’alto somiglia a una rondine o a un gabbiano disegnati da un bambino. Due ali di sabbia color ambra, separate da una bassa scogliera, librate sul blu e il verde profondo del mare che bagna la costa nord-ovest della Sardegna. Intorno, rilievi frastagliati di scisto bruno dalle venature argentate contrastano con la luce dell’acqua e del cielo. Uscendo da Sassari, nel cui territorio ricade e da cui dista un po’ meno di quaranta chilometri, la Cala dell’Argentiera si raggiunge guidando in direzione di Alghero e percorrendo la SS 131 oltre lo svincolo per Porto Torres; poi deviando in direzione Argentiera fino a Palmadula, e da qui svoltando a sinistra sulla SP18 e proseguendo per altri cinque chilometri. La cala è la meta giusta per chi, oltre all’incanto della natura, cerca la storia più o meno recente.
Il litorale, frequentato ma non affollato come altri più modaioli, si trova infatti ai piedi dell’ex villaggio minerario dell’Argentiera, da cui prende il nome. Inaugurato a metà dell’Ottocento, attivo fino agli anni Sessanta del secolo scorso, oggi, con un’ottantina di altri siti sparsi per l’isola, il borgo è parte integrante del Parco geominerario storico e ambientale della Sardegna, riconosciuto dall’Unesco alla fine degli anni Novanta. Del suo passato, l’Argentiera conserva edifici e strutture, alcuni in stile razionalista, parzialmente recuperati, tra i quali una grande laveria in legno, che le regalano un fascino indiscutibile e western. Il sito riveste importanza comunitaria ed attualmente è stato finanziato un imponente progetto di recupero e ristrutturazione. È uno dei luoghi considerato un santuario per le attività naturalistiche e in particolare per il trekking. Qui sono state girate le scene iniziali del film “La scogliera dei desideri”, pellicola hollywoodiana con protagonisti Elizabeth Taylor e Richard Burton.
Un’atmosfera romantica, quella che si respira nella Cala, capace di attirare turisti e persone del posto, conquistati dalle acque limpide e scintillanti, dove è possibile fare snorkeling ed esplorazioni subacquee, e dai fondali sabbiosi che restano bassi per un tratto ampio, prima di digradare verso tavolati rocciosi. La cala è formata da due spiagge, una di cento metri, l’altra di duecento, ricche di sabbia dalla grana grossa, mista di sassolini e residui minerali, e dalle sfumature dorate. C’è un grande spiazzo riservato ai parcheggi, un punto ristoro, servizi di noleggio di ombrelloni, lettini, pedalò e canoe.
Basterebbe tutto questo per fare dell’Argentiera una delle spiagge più interessanti della provincia di Sassari. Ciò che la rende inimitabile, però, è un gioiellino naturale che non tutti conoscono perché non facilmente raggiungibile via terra, a causa della franosità delle rocce. È il Lago delle Vergini, uno specchio verde d’acqua trasparente, quasi una piscina, circondato da una spiaggetta di ciottoli candidi e avvolto da un silenzio irreale. Fare il bagno qui è un’esperienza quasi mistica e vale la pena procurarsi una barca, o un gommone, e costeggiare la scogliera in direzione nord-est per concedersi un’ora di paradiso.
Il litorale, frequentato ma non affollato come altri più modaioli, si trova infatti ai piedi dell’ex villaggio minerario dell’Argentiera, da cui prende il nome. Inaugurato a metà dell’Ottocento, attivo fino agli anni Sessanta del secolo scorso, oggi, con un’ottantina di altri siti sparsi per l’isola, il borgo è parte integrante del Parco geominerario storico e ambientale della Sardegna, riconosciuto dall’Unesco alla fine degli anni Novanta. Del suo passato, l’Argentiera conserva edifici e strutture, alcuni in stile razionalista, parzialmente recuperati, tra i quali una grande laveria in legno, che le regalano un fascino indiscutibile e western. Il sito riveste importanza comunitaria ed attualmente è stato finanziato un imponente progetto di recupero e ristrutturazione. È uno dei luoghi considerato un santuario per le attività naturalistiche e in particolare per il trekking. Qui sono state girate le scene iniziali del film “La scogliera dei desideri”, pellicola hollywoodiana con protagonisti Elizabeth Taylor e Richard Burton.
Un’atmosfera romantica, quella che si respira nella Cala, capace di attirare turisti e persone del posto, conquistati dalle acque limpide e scintillanti, dove è possibile fare snorkeling ed esplorazioni subacquee, e dai fondali sabbiosi che restano bassi per un tratto ampio, prima di digradare verso tavolati rocciosi. La cala è formata da due spiagge, una di cento metri, l’altra di duecento, ricche di sabbia dalla grana grossa, mista di sassolini e residui minerali, e dalle sfumature dorate. C’è un grande spiazzo riservato ai parcheggi, un punto ristoro, servizi di noleggio di ombrelloni, lettini, pedalò e canoe.
Basterebbe tutto questo per fare dell’Argentiera una delle spiagge più interessanti della provincia di Sassari. Ciò che la rende inimitabile, però, è un gioiellino naturale che non tutti conoscono perché non facilmente raggiungibile via terra, a causa della franosità delle rocce. È il Lago delle Vergini, uno specchio verde d’acqua trasparente, quasi una piscina, circondato da una spiaggetta di ciottoli candidi e avvolto da un silenzio irreale. Fare il bagno qui è un’esperienza quasi mistica e vale la pena procurarsi una barca, o un gommone, e costeggiare la scogliera in direzione nord-est per concedersi un’ora di paradiso.
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