La Nuova Sardegna

Jasmine Trinca a Tavolara: «L’emozione di film e natura»

di Giandomenico Mele
Jasmine Trinca a Tavolara: «L’emozione di film e natura»

TAVOLARA. L’evoluzione di un’attrice si consuma con tempi variabili. Finché non arriva un film, un ruolo, che segnano un passaggio repentino, scavano una trincea che da quel momento resta a segnare...

3 MINUTI DI LETTURA





TAVOLARA. L’evoluzione di un’attrice si consuma con tempi variabili. Finché non arriva un film, un ruolo, che segnano un passaggio repentino, scavano una trincea che da quel momento resta a segnare il territorio attoriale e costruisce un baluardo interpretativo a futura memoria.

Jasmine Trinca da un anno è “Fortunata”, personaggio a suo modo deflagrante, intenso, nel segno dei caratteri scritti da Margaret Mazzantini e diretti da Sergio Castellitto.

Il film protagonista della serata di ieri al Festival di Tavolara ha la passione di una ragazza di 36 anni che parla con una sincerità disarmante. Partendo dal suo passato di interprete salita giovanissima alla ribalta. «Ho provato una grande attrazione per il ruolo di Fortunata, personaggio a suo modo eccessivo, impegnativo, per il quale ho sopportato un grande carico emotivo – spiega Jasmine Trinca –. Ero abituata, come dire, a ruoli più consoni al mio essere, invece Castellitto mi ha spinto su una strada eccessiva, senza limiti né pudore. È stata un’esperienza dai forti contenuti emotivi, raccontando un’identità e un luogo che non è solo periferia di Roma, ma quasi una periferia umana».

Si percepisce il lascito emotivo di un personaggio forte, come guardando il film si coglie lo spazio quasi definitivo di una consacrazione inevitabile, con Jasmine Trinca che ha vinto il premio come miglior attrice nella sezione “Un certain regard” all’ultimo Festival del cinema di Cannes. «Nella mia memoria erano presenti figure femminili come Fortunata, diciamo che ho fatto ricorso al mio archivio emotivo – racconta la Trinca –. In realtà questo può apparire un artificio, visto che le persone hanno iniziato a conoscermi molto giovane e quell’immagine hanno conservato a dispetto di una crescita artistica». Rifuggendo dalla parola maturità, che forse non si adice a una giovane attrice capace di uno sguardo puro, dal quale traspare un’enorme bagaglio umano. Con Cannes come luogo del cuore, della memoria e un po’ del destino. L’esordio con “La stanza del figlio” di Moretti nel 2001, che conquistò la Palma d’oro. Poi un ruolo che resta nella memoria ne “La meglio gioventù” di Giordana, miglior film proprio nella sezione “Un certain regard”, che l’ha proiettata nell’empireo delle grandi interpreti italiane. «Un premio inatteso ma importante, per me che fatico a legittimarmi nelle cose – spiega la Trinca –. Per me Cannes non è solo un Festival, è qualcosa di più familiare». Da lì a Tavolara, nuova partecipazione e un rapporto quasi evocativo. «Ha una dimensione speciale, quella del cinema nella natura. Mi emoziona sempre, ha qualcosa di sacro e unico. Come Fortunata rappresenta la forza profonda del femminile nella natura madre».

Dopo una grande interprete femminile, oggi a Tavolara sbarcano due grandi nomi maschili del cinema italiano: Pierfrancesco Favino e Lino Guanciale. Favino sarà protagonista del film “Moglie e marito” di Simone Godano; mentre Guanciale, insieme al regista Vincenzo Alfieri, presenterà i “I peggiori”.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative