La Nuova Sardegna

Bill Frisell, l’ultimo eroe della chitarra jazz

di Andrea Musio

Il musicista statunitense ha entusiasmato il pubblico con un concerto che ha esplorato l’enciclopedia della musica

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CALA GONONE. Bill Frisell, uno degli ultimi eroi della chitarra ancora in vita. In grado di portare in scena una infinità di concerti totalmente diversi ed una discografia talmente vasta da entrare di prepotenza nei volumi dell'enciclopedia del rock, del jazz, del blues, del pop e tanto altro ancora. Generi musicali e territori esplorati nell'intimo e scintillante set di ieri sera nel Teatro Comunale gremito.

Una versatilità esecutiva e compositiva impressionante senza mai perdere il suo personale stile e mantenendo l'identità musicale che lo contraddistingue. Tra composizioni originali per trio ed intensi momenti di improvvisazione, in uno stupefacente continuum esecutivo, con brevissime pause riempite da calorosi applausi. Fraseggi ed interscambi fra i musicisti sul palco anche grazie al notevole supporto di Tony Scherr al basso e Kenny Wollesen alle percussioni, il Trio, con il quale, proprio al Calagonone Jazz, Frisell, ha chiuso il tour europeo. I grandi concerti della terza giornata del festival, organizzato da Intermezzo, hanno preso il via sin dalla mattina. Una location suggestiva ha ospitato il primo dei cinque, previsti nella giornata di ieri.

La grotta del Bue Marino, luogo perfetto per la performance di Luisa Cottifogli, per l'acustica e per l'atmosfera. Una voce che incanta, versatile tanto da lasciare l'ascoltatore col fiato sospeso, che induce a chiudere gli occhi perché pare che con le sue fluttuazioni canore possa illuminare anche gli antri più bui della grotta naturale. Accompagnata da Gabriele Bombardini alla chitarra, la cantante ravennate ha messo in scena l'evento multimediale intitolato “Rumì”, inciso anche su disco e pubblicato dalla Forrest Hill Records lo scorso anno. Una lunga ricerca dedicata al repertorio poetico dei primi del ‘900, di autori quali Nettore Neri e Lino Guerra, ed ancora uno di origine tradizionale, in dialetto romagnolo, incentrato su canti di lavoro, ninnananne e filastrocche a metà strada tra la musica etnica e la letteratura, ispirate dall'etnomusicologo Giuseppe Bellosi.

A chiudere il cerchio le interessanti proiezioni della video istallazione studiata ad hoc da Andrea Bernabini. Esuberante performance, quella degli SVM per il concerto al tramonto nel cortile dell'Acquario. In circa sessanta minuti, i tre giovani talenti, con na buona impostazione tecnica e compositiva hanno suonato alcuni dei brani originali che saranno pubblicati nel disco “The Ant” con cui entreranno a far parte della scuderia Odradek Jazz Records.

Un gruppo promettente e da tenere d'occhio La serata si è conclusa nella Spiaggia Centrale, con il set del quintetto guidato dalla attuale contrabbassista di Path Metheny, la malesiana Linda Oh e dal tributo ai Pink Floyd firmato Signs of life.

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