La Nuova Sardegna

«Ecco il nostro cinema meticcio»

di Giandomenico Mele

Lino Guanciale e Vincenzo Alfieri parlano del film “I peggiori” «Presunti Robin Hood che da supereroi diventano suberoi»

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TAVOLARA. Supereroi cialtroni per liberarsi dei furbetti di quel “quartierino” che rappresenta in fondo ogni comunità. Vincenzo Alfieri e Lino Guanciale, regista e attore protagonista de “I peggiori”, film proiettato ieri sera sull’isola di Tavolara, creano una simbiosi artistica difficile da non identificare, cosa non usuale tra un regista esordiente e un attore che va consolidandosi come interprete eclettico e capace di costruire un crescendo di intensità drammaturgica affiancata dal consenso del grande pubblico televisivo.

Merito de “I peggiori”, film che dopo lo straordinario successo di “Lo chiamavano Jeeg Robot” dell’anno scorso, ha saputo reinventare ancora una volta lo stile sperimentale di una commedia mista ad action in una commistione forsennata di generi. «La natura meticcia del film mi ha da subito coinvolto, una sceneggiatura capace di inserire tante invenzioni, con un racconto solido e coinvolgente – spiega Lino Guanciale –. Ho visto in questo film un’occasione da non perdere, è stato piacevole giocare con i generi, raccontare di questi trentenni che vivono la crisi economica e per i soldi da supereroi si trasformano in suberoi». «Ho voluto ironizzare su questa quotidianità, rappresentando la condizione di questi presunti Robin Hood – racconta Alfieri –. In realtà ogni ideale alto si trasforma nel fare i soldi con una cosa nobile come il voler fare giustizia. Questa era la mia opera prima, un momento bellissimo e complicato allo stesso tempo, soprattutto per il confronto con il grande pubblico. Ma sono soddisfatto dell’affetto ricevuto e sono entusiasta di aver portato il film qui a Tavolara». L’autorevolezza del Festival sull’isola è in grado di avvolgere intorno a un’aura di grandezza film della nuova generazione di autori e interpreti italiani, a dimostrazione di un’affinità ormai totale con la qualità del nuovo cinema. Ecco dunque l’emergere di profili come quello di Lino Guanciale, capace di non cedere alle sole lusinghe di una folgorante carriera tv, per esplorare generi nuovi e non abbandonare il teatro, vera passione di una vita. «È vero, infatti in teatro avevo già interpretato ruoli brillanti, al cinema invece non mi era ancora capitato. Così mi sono tolto questo sfizio – sorride Guanciale –. Tavolara è bellissima e sono felice di continuare a portare questo film a contatto con il pubblico. Insieme al mio amico Vincenzo, col quale formo ormai una coppia di fatto, cerco di seguire il più possibile il percorso di questo film. Tavolara poi è una cornice ideale e meravigliosa».

Vincenzo Alfieri sta scrivendo la sceneggiatura per la sua opera seconda. Che vedrà Guanciale come protagonista? «Credo di sì, potrebbe diventare il mio attore feticcio. Intanto è già venuto tante volte a cena a casa mia – scherza Alfieri –. Mi piacerebbe girare una dark comedy sullo stile di Fargo dei fratelli Coen». L’altro protagonista ieri sull’isola di Tavolara è stato Pierfrancesco Favino, forse il più fulgido esempio dell’ultima generazione di interpreti italiani vocati all’eclettismo. Intanto stasera si concluderà la 27esima edizione del festival di Tavolara con la commedia francese (premiata dal pubblico al Biografilm Festival, “Due sotto il Burqa - Cherchez la femme!” della regista Sou Abadi, che sarà ospite della serata.

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