La Nuova Sardegna

I grandi del cinema e Fiorenzo Serra

di Fabio Canessa
I grandi del cinema e Fiorenzo Serra

Le prime immagini di “Uno sguardo alla terra” di Marcias

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SASSARI. Lo aveva detto nel maggio del 2016, in occasione della primissima presentazione del suo nuovo progetto intitolato “Uno sguardo alla terra”, un documentario su Fiorenzo Serra. «Saranno coinvolti grandi nomi del cinema internazionale». Non esagerava Peter Marcias con quel “grandi”. Un anno dopo ecco, in anteprima, arrivare finalmente delle indiscrezioni sui protagonisti: Wang Bing, Brillante Mendoza, Mehrdad Oskouei, Sahraa Karimi, Tomer Heymann, Claire Simon, José Luis Guerín, Vincenzo Marra, Costanza Quatriglio. E non finisce qui, altri due nomi importanti (premi Oscar) verranno annunciati nei prossimi mesi.

ANTEPRIMA A TAVOLARA

Le prime immagini del film, ancora ovviamente da completare, verranno proiettate oggi come evento speciale nell’ultima serata del festival del cinema di Tavolara. «Sono sempre felice di tornare qua. La prima volta - racconta Marcias - avevo diciotto anni e conobbi Carlo Verdone, il mio mito. In questi anni ci sono stato poi varie volte. Per me sarà suggestivo proiettare sull’isola qualche minuto delle immagini che ho girato negli ultimi mesi. Ci sarà anche la piacevole sorpresa di vedere l’isola come l’ho ripresa. Tavolara è un festival importante perché è un raro momento dove il pubblico vede i film e incontra i suoi protagonisti».

LE ORIGINI DEL PROGETTO

Prodotto da Capetown Film in collaborazione con Società Umanitaria Cineteca Sarda, il sostegno della Fondazione Sardegna Film Commission – Fondo Filming Cagliari, e Sardegna Solidale, il film ha origini lontane. Peter Marcias non ha mai nascosto di guardare con profonda ammirazione il lavoro di Fiorenzo Serra. «Ci pensavo da quasi quindici anni. Avevo conosciuto Fiorenzo Serra, ma lui non amava gli omaggi» aveva già raccontato alla Nuova Sardegna. Quello progettato da Marcias non è però un semplice tributo, si presenta come una discussione sul cinema a partire dal capolavoro di Serra: “L’ultimo pugno di terra” con il quale racconta attraverso immagini di grande forza la situazione economica e sociale della Sardegna degli anni Sessanta. «Sul film per ora posso dire che ringrazio i grandi maestri del cinema per aver discusso con me su come si lavora nel cinema documentario. È stata un’occasione rara, mostrando loro “L’ultimo pugno di terra” poter parlare di Sardegna come il centro del mondo».

I MAESTRI COINVOLTI

Un film che il regista definisce «Torre di Babele». Parole che rendono bene il carattere internazionale del progetto, con il coinvolgimento di grandi autori di diverse parti del mondo. Si va dal maestro cinese Wang Bing, autore di documentari incredibili spesso selezionati nei principali festival (tra questi “Three Sisters” e “Bitter Money” premiati a Venezia) al più noto regista filippino Brillante Mendoza, che pur all’interno di un cinema definibile di finzione non perde mai il contatto con il reale. E poi: dalla francese Claire Simon al catalano José Luis Guerín, dall’iraniano Mehrdad Oskouei all’israeliano Tomer Heymann, dall’afghana Sahraa Karimi a Vincenzo Marra e Costanza Quatriglio, tra i nomi più interessanti del documentario italiano.

MARCIAS E IL CINEMA DEL REALE

Dove si può inserire anche il nome di Peter Marcias. L’eclettico regista, nato a Oristano nel 1977 ma da tanti anni residente a Roma, continua infatti a muoversi tra documentari e film di finzione (anche se sempre legati al reale). Per quanto riguarda la sua produzione documentaria, da ricordare “Ma la Spagna non era cattolica? del 2007, “Liliana Cavani, una donna nel cinema” presentato alle Giornate degli autori, nell’ambito della 67esima Mostra d’arte cinematografica di Venezia, “Tutte le storie di Piera” del 2013 sulla figura della grande attrice Piera Degli Esposti (documentario premiato con il Nastro d’argento speciale) e il recente “Silenzi e parole”, uscito in sala a Pasqua distribuito da Istituto Luce Cinecittà, dove l’autore mette a confronto la Quaresima dei frati cappuccini e la Queeresima dell’associazione Arc che difende e promuove i diritti della comunità Lgbtq.



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