La Nuova Sardegna

Acque di cristallo regno dello snorkeling

di Grazia Brundu
Acque di cristallo regno dello snorkeling

Vicino a Capo Caccia un’ insenatura tra due pareti di roccia

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Cinquanta metri di spiaggia soffice e dorata, affacciata su un mare dalle trasparenze incantatrici. È Cala Dragunara, una delle insenature più piccole, e spettacolari, tra quelle che si aprono nella Baia di Porto Conte, l’arco di costa racchiuso tra i promontori di Capo Caccia a ovest e Punta Giglio ad est, nel nord-ovest della Sardegna. Alghero da qui dista solo mezzora di macchina.

La caletta deve il nome a una grotta, l’Inghiottitoio della Dragunara, che per metà si nasconde sott’acqua e per metà emerge dal mare. All’interno, un tempo frequentato da colonie di foche monache, si apre un lago profondo una quarantina di metri, al quale si accede attraverso una serie di ripidi gradoni. Le sue acque, in gran parte salmastre, in superficie sono dolci e così limpide che per millenni l’antro è stato usato come un’enorme cisterna naturale: lo dimostrano i numerosi frammenti di cocci di terracotta rinvenuti nel corso degli anni. Fino a qualche tempo fa la grotta era di uso esclusivo della Marina militare, che qui aveva un molo ed un edificio di competenza, per l'approvvigionamento di navi da guerra; adesso, invece, è visitabile dagli appassionati di escursioni subacquee, preferibilmente sotto la guida di speleologi esperti.

Gli anfratti di Cala Dragunara meritano senz’altro di essere esplorati. La superficie, però, non è meno scenografica. La spiaggia, sormontata da Capo Caccia, con il suo profilo inconfondibile di gigante addormentato, è ricca di sabbia sottile, di una bella sfumatura dorata, ed è racchiusa tra due pareti di roccia ricoperte da una fitta macchia mediterranea, che satura l’aria con i suoi profumi balsamici.

Da qui la vista abbraccia gran parte della Baia di Porto Conte e si perde nelle mille sfumature del mare, variabili dall’azzurro al verde smeraldo. Il fondale si mantiene basso e sabbioso per un buon tratto ed è particolarmente adatto allo snorkeling e alle immersioni subacquee. A voler essere pignoli, l’unico limite di Cala Dragunara sono le dimensioni ridotte: la spiaggia, infatti, è davvero piccola e molto frequentata, quindi per essere sicuri di trovare posto, e usufruire del parcheggio, soprattutto in alta stagione, conviene arrivare di mattina presto. Il lido offre una serie di servizi, tra cui un bar aperto tutta l’estate e uno stabilimento balneare che noleggia ombrelloni e lettini sistemati su una piattaforma.

La cala ha, poi, un moletto dove ormeggia il traghetto per le famose Grotte di Nettuno, poco distanti dall’insenatura, visitate da migliaia di turisti, che anno dopo anno restano affascinati dalla magnificenza delle sue stalagmiti a dal lago Lamarmora, interamente navigabile e considerato tra i maggiori specchi salati d’Europa. Infine è da non perdere, per chi decide di trascorrere qualche ora a Cala Dragunara, la passeggiata che, dalla spiaggia, attraverso un sentiero sterrato, conduce alla Torre del Bollo. Arroccata su un poggio, la piccola fortificazione è stata costruita durante il periodo della dominazione spagnola e, come altre dislocate lungo la costa, serviva ad avvistare da lontano i pirati barbareschi che insidiavano le coste della Sardegna.

Cala Dragunara, distante poco più di venti chilometri da Alghero, si raggiunge percorrendo la SP 55 fino al bivio per Capocaccia; da qui una stradina sterrata, sulla sinistra, conduce fino al mare e alla spiaggia.

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