LA STORIA
Porto Rotondo e i suoi gioielli
In un libro della Fondazione le immagini del patrimonio del borgo
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PORTO ROTONDO. All’inizio erano solo lotti di ville, più l’hotel Sporting, ma un posto talmente affascinante che chiunque se ne innamorava e decideva di prendere casa. Oggi è anche e soprattutto un luogo d’arte, dove tutto si misura in bellezza, eleganza e stile. Il conte Luigi Donà dalle Rose racconta così la sua Porto Rotondo. Il borgo è nato nel 1964 da una sua (e del fratello Nicolò) felice intuizione ed è cresciuto con la sua perseverante volontà di farne un luogo di arte e bellezza straordinaria. Un vero e proprio museo all’aperto. Per questo è nata la Fondazione Porto Rotondo che oggi compie dieci anni. Un’istituzione senza scopo di lucro fortemente voluta dallo stesso conte (e da lui presieduta) per completare e conservare i gioielli del borgo. Cioè la piazzetta, la chiesa, via del Molo. E soprattutto il teatro, che deve essere ancora completato.
«Porto Rotondo porta la firma di artisti eccelsi come Mario Ceroli, Andrea Cascella, Sangregorio, Emmanuel Chappalain – ha detto e ripetuto il conte, anche in una recente intervista pubblicata sulla Nuova Sardegna– quando un turista viene in Sardegna vuole visitare Porto Rotondo perché ha un qualcosa in più rispetto ad altri luoghi: ha opere straordinarie. La chiesa di San Lorenzo è a mio avviso la più bella scultura realizzata in Italia negli ultimi 100 anni. Tutto il borgo è costruito come una città ideale, come la polis greca: la gente arriva dal mare nel porto, sale nel luogo di culto, si diverte nel teatro e si incontra nella piazza. È per preservare e completare tutto questo che dieci anni fa abbiamo voluto creare la Fondazione».
Per celebrare il suo decimo anniversario, la Fondazione Porto Rotondo ha pubblicato un prezioso volume fotografico con le immagini delle opere d’arte e architettura che rappresentano il patrimonio genetico del borgo. Una sorta di eredità artistica a beneficio delle future generazioni. Il volume – destinato a fare il giro del mondo attraverso quegli straordinari ambasciatori che sono i personaggi del jet set internazionale – è stato presentato personalmente dal conte Donà dalle Rose nella sua residenza di porto Rotondo affacciata sul golfo di Cugnana. Sorridente, il padrone di casa ha ripetuto la sue ferrea volontà di assicurare vita, progettualità, continuità e sostegno alla sua creatura oggi più cara, la Fondazione che custodisce i tesori artistici di Porto Rotondo. Non a caso, il volume celebrativo si apre con una breve ma fuminante citazione di George Bernard Shaw: «Senza l’arte, la crudezza della realtà renderebbe il mondo insopportabile». (m.b.)
«Porto Rotondo porta la firma di artisti eccelsi come Mario Ceroli, Andrea Cascella, Sangregorio, Emmanuel Chappalain – ha detto e ripetuto il conte, anche in una recente intervista pubblicata sulla Nuova Sardegna– quando un turista viene in Sardegna vuole visitare Porto Rotondo perché ha un qualcosa in più rispetto ad altri luoghi: ha opere straordinarie. La chiesa di San Lorenzo è a mio avviso la più bella scultura realizzata in Italia negli ultimi 100 anni. Tutto il borgo è costruito come una città ideale, come la polis greca: la gente arriva dal mare nel porto, sale nel luogo di culto, si diverte nel teatro e si incontra nella piazza. È per preservare e completare tutto questo che dieci anni fa abbiamo voluto creare la Fondazione».
Per celebrare il suo decimo anniversario, la Fondazione Porto Rotondo ha pubblicato un prezioso volume fotografico con le immagini delle opere d’arte e architettura che rappresentano il patrimonio genetico del borgo. Una sorta di eredità artistica a beneficio delle future generazioni. Il volume – destinato a fare il giro del mondo attraverso quegli straordinari ambasciatori che sono i personaggi del jet set internazionale – è stato presentato personalmente dal conte Donà dalle Rose nella sua residenza di porto Rotondo affacciata sul golfo di Cugnana. Sorridente, il padrone di casa ha ripetuto la sue ferrea volontà di assicurare vita, progettualità, continuità e sostegno alla sua creatura oggi più cara, la Fondazione che custodisce i tesori artistici di Porto Rotondo. Non a caso, il volume celebrativo si apre con una breve ma fuminante citazione di George Bernard Shaw: «Senza l’arte, la crudezza della realtà renderebbe il mondo insopportabile». (m.b.)
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