la rassegna
Diciotto anni di teatro sui Tacchi
di Claudia Carta
In Ogliastra con Marco Paolini, Ascanio Celestini e Michela Murgia
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JERZU. Diciotto anni. È cresciuto il Festival dei Tacchi. Maturato lentamente all'ombra delle grandi vette calcaree. Si sente a casa, Giancarlo Biffi, direttore artistico, regista e attore di Cada Die Teatro, mentre racconta il cartellone del Festival, in programma dal 3 10 agosto, nella conferenza stampa svoltasi ieri mattina a Jerzu.
Casa come luogo del cuore – ha spiegato Biffi – mettendo in luce la forza identitaria della kermesse teatrale agostana. Perché questo Festival un’anima ce l’ha eccome: un territorio, la sua gente, la sua storia, la sua lingua. Riflessi cultuali che dalla Sardegna, varcando il mare, giungono nella penisola e anche più in là: «I soldi non bastano – sottolinea l’autore bresciano – se non sono supportati da una prospettiva solida, da scelte politiche importanti. Presenti da diciotto anni: finalmente oggi qualcosa si è mosso». La vera sfida? «Vivere questo territorio e fargli traspirare cultura, in un binomio che non può che essere vincente». L’assessore regionale alla Pubblica Istruzione, Giuseppe Dessena, ascolta: «Se lanciare la palla oltre l’ostacolo è stato il modo migliore per iniziare – ha commentato l’esponente della giunta – riuscire a mantenere nel tempo il sodalizio con i Comuni, fidelizzare gli spettatori, crescendo in numeri e qualità, non è cosa da poco, né è scontato. Così come non è scontato, per un festival, raggiungere simili livelli, sul piano regionale e nazionale. Segno che il progetto culturale sul quale è costruito è di valore, portato avanti con impegno. Ambiente, cultura produttiva, cornice paesaggistica e antropologica straordinaria: è la sinergia che produce il risultato, fra tutte le forze in campo. Il Giro d’Italia, da questo punto di vista, ci ha insegnato parecchio».
A credere nella strategia vincente della collaborazione è anche Giuseppe Loi, della segreteria dell’assessorato regionale al Turismo, che ha portato i saluti di Barbara Argiolas: «Non è solo un festival da sostenere i – è stato il commento del sindaco di Villagrande – ma è anche un ottimo modello da esportare che si inserisce in un circuito più ampio che consente di proporre un offerta turistica a 360 gradi,» Per dirla con le parole dell’assessore comunale alla Cultura Antonio Piras: «Il seme del teatro gettato sui Tacchi è riuscito a produrre. Un’autentica impresa. Le difficoltà non sono mancate. Ma quando si parla di cultura è fondamentale una sola cosa: crederci. Davvero». E Festival dei Tacchi sia. Tra gli altri, i ritorni d’autore: Marco Paolini, Ascanio Celestini, la svizzera Gardi Hutter, Michela Murgia nel ruolo di Grazia Deledda, nella lettura scenica di “Quasi Grazia”, tratta dall'omonimo romanzo di Marcello Fois.
Casa come luogo del cuore – ha spiegato Biffi – mettendo in luce la forza identitaria della kermesse teatrale agostana. Perché questo Festival un’anima ce l’ha eccome: un territorio, la sua gente, la sua storia, la sua lingua. Riflessi cultuali che dalla Sardegna, varcando il mare, giungono nella penisola e anche più in là: «I soldi non bastano – sottolinea l’autore bresciano – se non sono supportati da una prospettiva solida, da scelte politiche importanti. Presenti da diciotto anni: finalmente oggi qualcosa si è mosso». La vera sfida? «Vivere questo territorio e fargli traspirare cultura, in un binomio che non può che essere vincente». L’assessore regionale alla Pubblica Istruzione, Giuseppe Dessena, ascolta: «Se lanciare la palla oltre l’ostacolo è stato il modo migliore per iniziare – ha commentato l’esponente della giunta – riuscire a mantenere nel tempo il sodalizio con i Comuni, fidelizzare gli spettatori, crescendo in numeri e qualità, non è cosa da poco, né è scontato. Così come non è scontato, per un festival, raggiungere simili livelli, sul piano regionale e nazionale. Segno che il progetto culturale sul quale è costruito è di valore, portato avanti con impegno. Ambiente, cultura produttiva, cornice paesaggistica e antropologica straordinaria: è la sinergia che produce il risultato, fra tutte le forze in campo. Il Giro d’Italia, da questo punto di vista, ci ha insegnato parecchio».
A credere nella strategia vincente della collaborazione è anche Giuseppe Loi, della segreteria dell’assessorato regionale al Turismo, che ha portato i saluti di Barbara Argiolas: «Non è solo un festival da sostenere i – è stato il commento del sindaco di Villagrande – ma è anche un ottimo modello da esportare che si inserisce in un circuito più ampio che consente di proporre un offerta turistica a 360 gradi,» Per dirla con le parole dell’assessore comunale alla Cultura Antonio Piras: «Il seme del teatro gettato sui Tacchi è riuscito a produrre. Un’autentica impresa. Le difficoltà non sono mancate. Ma quando si parla di cultura è fondamentale una sola cosa: crederci. Davvero». E Festival dei Tacchi sia. Tra gli altri, i ritorni d’autore: Marco Paolini, Ascanio Celestini, la svizzera Gardi Hutter, Michela Murgia nel ruolo di Grazia Deledda, nella lettura scenica di “Quasi Grazia”, tratta dall'omonimo romanzo di Marcello Fois.
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