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La Mostra del cinema a Venezia, un’edizione cult

La Mostra del cinema a Venezia, un’edizione cult

Presentato il concorso: tutti i film in prima mondiale, 15 opere su 21 sono di autori esordienti

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VENEZIA. Non celebra alcun anniversario come è capitato quest'anno a Cannes con il settantesimo, ma l’edizione 2017 della Mostra del cinema di Venezia, (dal 30 agosto al 9 settembre) tra film molto attesi, mostri sacri in arrivo, ricchezza di titoli e varietà di generi, con in ultimo l’apripista del concorso sulle frontiere della realtà virtuale, si presenta, almeno dal cartellone presentato ieri a Roma dal direttore del festival Alberto Barbera e dal presidente Paolo Baratta, come un’edizione decisamente “monstre”.

Tutti i film in prima mondiale (tranne uno), 15 su 21 opere del concorso da autori in concorso per la prima volta al Leone d’oro, 71 lungometraggi nella selezione ufficiale, 16 corti, 2 serie tv (entrambe Netflix: “Suburra” la serie in Cinema nel giardino e “Wormwood” fuori concorso-fiction), 18 film restaurati a Venezia Classici, 7 documentari sul cinema, 31 opere di cui 22 in concorso “Virtual Reality” (su cui tra l'altro si esercitano Tsai Ming Liang e Laurie Anderson): una messe abbondante per fare non uno ma due festival con un senso che consiste non tanto in «fotoricordo di una stagione del cinema ma in una riflessione, testimonianza, sguardo verso l'orizzonte», sintetizza Barbera.

Capitolo a parte il cinema italiano, a cominciare dai quattro titoli in concorso, diversi tra loro ma tutti nel segno di una «svolta generazionale», di una nascita di una «piccola novelle vague»: Hannah di Andrea Pallaoro, Una famiglia di Sebastiano Riso, Ammore e Malavita dei Manetti Bros, The Leisure Seek di Paolo Virzì. «Non siamo alla ricerca di capolavori ma di quanto di nuovo c'è nel cinema italiano: tante promesse per il futuro», spiega Barbera.

Nel concorso molti film attesissimi tra cui “Suburbicon” di George Clooney con Matt Damon e Julianne Moore, Mother! di Darren Aronofsky con Jennifer Lawrence, l'infinito “Mektoub my love” di Kechiche, “The Shape of water” di Guillermo Del Toro, il documentario “Human Flow” del dissidente cinese Ai Weiwei, “La Villa” di Robert Guediguian, “First Reformed” di Paul Schrader con Ethan Hawke, “Ex Libris” di Fredercik Wiseman, oltre all’apertura con “Downsizing” di Alexander Payne già nei rumors pre Oscar. E fuori concorso la “chicca” Michael Jackson con “Thriller” in 3d restaurato da John Landis, evento speciale.

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