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Salvatore Mereu a Venezia racconta l’odissea dei migranti

Salvatore Mereu a Venezia racconta l’odissea dei migranti

Il regista nella sezione Orizzonti con “Futuro prossimo” Due ragazzini in un campo di accoglienza a Cagliari

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SASSARI. Salvatore Mereu torna con un corto che è stato selezionato per il Festival del cinema di Venezia(dal 30 agosto al 9 settembre) nella sezione Orizzonti. «Futuro prossimo» – così si intitola il film – è prodotto da Viacolvento nell’ambito delle attività formative del Master per filmmaker promosso dalle Università di Cagliari e di Sassari e gestito dal Centro di ricerca sulla formazione agli audiovisivi(Celcam) del dipartimento di Storia e beni culturali di Cagliari. Girato a marzo del 2017 nel capoluogo regionale e interpretato da attori non professionisti che hanno vissuto realmente, seppur non alla lettera, le esperienze raccontate nel cortometraggio, il film è il punto di arrivo di una esperienza didattica di avvicinamento al linguaggio audiovisivo dove gli allievi del corso hanno potuto misurarsi nelle diverse mansioni del cinema. Seguendo queste modalità e grazie all’impulso decisivo di Antioco Floris che lo ha fortemente voluto e alla collaborazione di Lucia Cardone dell’ateneo di Sassari, il Centro di educazione all’immagine dell’Università di Cagliari (Celcam) è diventato, negli anni, il più importante luogo di formazione al cinema in Sardegna.

Protagonisti di «Futuro prossimo» sono due ragazzi, Rachel e Mojo. «E’ una cosa piccola (per minutaggio) ma importante – spiega Mereu – sopratutto per il tema trattato: la difficile condizione di chi vive nei campi di accoglienza in attesa di un futuro che stenta ad arrivare e che talvolta si realizza nelle modalità sinistre che la cronaca ci riporta». Durante il giorno Rachel e Mojo vagano per la città, alla ricerca di un lavoro che non si trova. Di notte i due ragazzi trovano riparo in uno dei casotti di uno stabilimento balneare del litorale.

«Nella vita di un laboratorio di cinema, come quello che da qualche anno tengo con gli studenti dell’Università di Cagliari – dice ancora Mereu – la ricerca delle idee è una sfida quotidiana. Guardare al mondo, “zavattinianamente”, è sempre la via maestra se si vogliono coniugare l’urgenza di un sentimento, di una storia, con i limiti dei mezzi che l’attività didattica impone. È così che è nato “Futuro prossimo”, provando a interrogarci su quelle giovani vite, che stagnano nei centri di accoglienza, che fuoriescono in città, in attesa che qualcuno scriva per loro un avvenire».

Il Celcam, che coproduce il corto di Mereu, è stato fondato nel 207 da Antioco Floris, professore di discipline cinematografiche all’Università di Cagliari. Viacolvento, l’altro promoter del corto di Mereu, è una società di produzione cinematografica nata a Nuoro, in Sardegna, nell’ aprile del 2006. Tra il 2006 e il 2008 ha partecipa, in quota minoritaria insieme a Lucky Red e Rai Fiction, alla realizzazione del secondo lungometraggio di Mereu, «Sonetaula», presentato alla Berlinale nel 2008 nella sezione Panorama. Nel 2010 ha realizzato, come produttore unico Tajabone, il terzo film di Mereu presentato alla LXVII Mostra del Cinema di Venezia. Tra il 2011 e il 2013 Viacolvento ha prodotto «Bellas Mariposas», quarto film di Mereu. Il film ha debutta nel 2012 a Venezia e nel 2013 al Festival di Rotterdam, dove si è aggiudicato il "Big Screen Award".



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