Con Il Volo “Notte magica” al Forte Village
di Mario Frongia
Ventitré tra pezzi e arie d’opera, grande pubblico: un successo il concerto del trio all’Arena di Pula
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PULA. Un Volo cosmico sulle vette dei classici e delle hits della musica internazionale. Da “Caruso” al bis con “Grande amore”. Ventitré tra pezzi e arie d'opera indimenticabili. Con “My way”, “O sole mio”, “Granada” e un “Nessun dorma” da brivido. Una “Notte magica” senza eguali quella sfornata dal trio Il Volo. Per i millecinquecento accorsi venerdì alla Forte Arena, adrenalina, sentimento ed emozioni in parti eguali. Tutti in piedi, fin dal primo pezzo (“Forza del destino” di Giuseppe Verdi) per oltre due ore ad applaudire e cantare con Piero Barone, Ignazio Boschetto e Gianluca Ginoble.
I giovani tenori italiani, acclamati con il tutto esaurito in quindici tappe sparse negli Stati Uniti, hanno scelto il teatro all'aperto del Forte Village per salutare la Sardegna. Trenta date in Europa, esordio al Pala Alpitour di Torino, a settembre lo spettacolo sbarca in Sudamerica, Nuova Zelanda e Giappone.
La scaletta coinvolge. E abbatte barriere anagrafiche, musicali, artistiche. Ottimo per abbracciare appassionati e novizi. «Tributiamo alcuni dei nostri miti: Carreras, Domingo e Pavarotti», la parola d'ordine del trio. E via: da brani tratti da grandi musical, arie d'opera e dal meglio dei classici del repertorio italiano, napoletano e internazionale. “Core 'ngrato”, “Torna a Surriento”, “Ave Maria Mater”. Pubblico in delirio. Coretti d'accompagnamento anche per “Mattinata“, “Maria” e “No puede ser”.
Anche per questo la serata alla Forte Arena, non solo conferma una traccia di alto livello aperta da Leo Nucci nel “Rigoletto”, fino alla performance di Roberto Bolle and friends. Con l'orchestra del Teatro lirico di Cagliari a incatenare le stelle e gli spettatori con “La cavalleria rusticana” di Mascagni e il preludio della “Carmen” di Bizet.
Loro, Ignazio-Piero-Gianluca, volano leggeri. E soddisfatti: «Di certo, non ci paragoniamo ai tre tenori. Ma quello che cantiamo è l'unico modo per portare i giovani a ascoltare qualcosa che di solito non ascolterebbero. Un genere vintage, per niente vecchio». Musica che vale e non si archivia mai. «Faremo – dicono i tre – un disco pop, pensato anche per il pubblico latino, qualcosa di leggero».
I giovani tenori italiani, acclamati con il tutto esaurito in quindici tappe sparse negli Stati Uniti, hanno scelto il teatro all'aperto del Forte Village per salutare la Sardegna. Trenta date in Europa, esordio al Pala Alpitour di Torino, a settembre lo spettacolo sbarca in Sudamerica, Nuova Zelanda e Giappone.
La scaletta coinvolge. E abbatte barriere anagrafiche, musicali, artistiche. Ottimo per abbracciare appassionati e novizi. «Tributiamo alcuni dei nostri miti: Carreras, Domingo e Pavarotti», la parola d'ordine del trio. E via: da brani tratti da grandi musical, arie d'opera e dal meglio dei classici del repertorio italiano, napoletano e internazionale. “Core 'ngrato”, “Torna a Surriento”, “Ave Maria Mater”. Pubblico in delirio. Coretti d'accompagnamento anche per “Mattinata“, “Maria” e “No puede ser”.
Anche per questo la serata alla Forte Arena, non solo conferma una traccia di alto livello aperta da Leo Nucci nel “Rigoletto”, fino alla performance di Roberto Bolle and friends. Con l'orchestra del Teatro lirico di Cagliari a incatenare le stelle e gli spettatori con “La cavalleria rusticana” di Mascagni e il preludio della “Carmen” di Bizet.
Loro, Ignazio-Piero-Gianluca, volano leggeri. E soddisfatti: «Di certo, non ci paragoniamo ai tre tenori. Ma quello che cantiamo è l'unico modo per portare i giovani a ascoltare qualcosa che di solito non ascolterebbero. Un genere vintage, per niente vecchio». Musica che vale e non si archivia mai. «Faremo – dicono i tre – un disco pop, pensato anche per il pubblico latino, qualcosa di leggero».
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