La Nuova Sardegna

L’omaggio di Bregovic a Cesaria Evora

di Giusy Ferreli

Il trascinante concerto del musicista balcanico ad Arbatax si è aperto con un toccante tributo alla cantante capoverdina 

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ARBATAX. Ha alzato il calice augurando lunga vita a tutti, ricordato con emozione una sua cara amica scomparsa, la cantante capoverdiana Cesaria Evora, e trascinato in un vortice inarrestabile di danze l’esigente pubblico di Rocce Rosse Blues. Goran Bregovic, mattatore indiscusso della seconda serata del festival, domenica sera ha stupito ancora. E non solo per la sua capacità di dare corpo ad un percorso musicale che da anni lo vede protagonista indiscusso nel recupero delle radici gitane della musica europea ma anche per l'interpretazione di sonorità in grado di unire, in un sound cosmopolita e moderno, la fanfara tzigana e la chitarra elettrica.

L’inizio è denso di suggestioni con i fiati del suo gruppo,la Wedding & Funeral Band, storica formazione con fiati e percussioni che si uniscono al coro delle voci bulgare, che sfilano in un silenzio quasi irreale tra il pubblico per raggiungere il palco. L’esplosione di sonorità è solo rimandata. Con Gas, brano dai ritmi incalzanti, il musicista balcanico ha dato l’avvio al concerto ogliastrino del tour “If you don’t go crazy, you’re not normal!”. "Grazie a tutti per essere qui, per me è un gradito ritorno dopo tanti anni"" ha detto Bregovic rivolgendosi ai suoi fan. Irresistibili i ritmi degli altri brani ballati da schiere di famigliole con bambini al seguito così come da signore non più giovanissime.

La serata è proseguita tra tributi alla musica gipsy e balcanica (Maki Maki, Presidente, Balkaneros) e le hits degli ultimi album, Alkohol e Champagne for Gypsies, e un toccante brano dedicato alla cantante africana deceduta nel 2011.A questo punto della serata c'è anche un intenso fuori programma: il musicista ha interrotto la sua esibizione, in quel momento particolarmente soft, in risposta al rumoreggiare di parte degli spettatori che avrebbero gradito continuare a ballare. «Sedetevi, potrete ballare dopo. Ora no: questo è il mio omaggio a Cesaria Evora», ha scandito con fermezza Goran Bregovic pretendendo il silenzio dalla platea. Silenzio che ottiene. Sodade è la “nostalgica” elegia per Cesaria.

Il turbine di emozioni è proseguito per quasi due e Bregovic non ha deluso neanche quando ha affrontato il bis con il riferimento preciso alla storia italiana. È “Bella ciao”, canto della Resistenza cantata da Bregovic e, a squarciagola dagli oltre 1500 spettatori presenti nell'anfiteatro naturale di Arbatax. Il concerto si è concluso con una messaggio contro la guerra: l’intramontabile “Kalašnjikov”, dura denuncia contro la guerra. La canzone, scritta proprio mentre imperversavano le sanguinose guerre balcaniche è un inno, scandito dall'immancabile ritmo tzigano, alla fratellanza e allo stare insieme.

Uno spettacolo nello spettacolo è andato in scena per tutta la serata ai piedi del palco di Rocce Rosse Blues dove esibiva Bregovic, ha il volto e le movenze sensuali di due giovani donne appassionate di danze tribali. Lucia Cocco e Veronica Carta, dell'associazione Zagarit danze tribali, sono arrivate ad Arbatax, in Ogliastra da Bosa e Sassari per ondeggiare ai ritmi tzigani che hanno fatto la fortuna del celebre musicista balcanico. Con i loro vestiti tradizionali e le loro danze dal 2012 sono le interpreti sarde di un nuovo, affascinante genere l'American tribal style. Un nuovo stile che unisce movenze e ritmi delle danze tradizionali della via della seta come danza indiana, gypsy, danza del ventre, flamenco e cocek.



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