Ai Tacchi Murgia in “Quasi Grazia”
di Roberta Sanna
La scrittrice protagonista dell’adattamento teatrale del libro sulla Deledda di Marcello Fois
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JERZU. Domani alle 19 ad animare le piazze e le strade del paese ogliastrino, sede per otto giorni insieme a Ulassai e Osini del Festival dei Tacchi 2017, sarà l’esito scenico del laboratorio “Ir logus de is contus” condotto fin da maggio da Mauro Mou e Francesca Pani. Un’inaugurazione all’insegna del coinvolgimento del territorio e dei suoi abitanti, un evento proposto dagli organizzatori del Cada die per coniugare aspetti antropologici e morfologici: usi, memoria, storia, e tradizioni dei luoghi, partendo dai racconti di Tonino Serra dedicati al suo paese.
Il Festival, che proseguirà sino al 10 con appuntamenti in tutte le ore della giornata, tra spettacoli teatrali, performance di realtà emergenti, laboratori teatrali, presentazioni di libri, sarà caratterizzato anche quest’anno da interessanti anteprime. La prima occasione in questo senso sarà alle 21.30 di sabato alla Stazione dell’Arte di Ulassai con “Che fine hanno fatto gli indiani Pueblo”, uno studio di Ascanio Celestini, seconda parte di una trilogia che racconta vicende di personaggi ai margini della narrazione, barboni o prostitute che spesso stentano a sopravvivere ma aspettano qualcosa di prodigioso, e ci credono così tanto che alla fine quel prodigio accade.
La partecipazione di Marco Paolini, secondo grande ritorno al festival, dopo l’appuntamento di domenica a Osini con il reading “U. Piccola Odissea tascabile”, proporrà martedì 8 dalle ore 20 alla Cantina Antichi Poderi di Jerzu la seconda e attesa parte di “Numero Primo”, presentato in anteprima nella scorsa edizione. Si tratterà anzi di una maratona, visto che questo progetto speciale per il festival 2017 prevede la presentazione dell’evoluzione dello studio per un nuovo Album Numero Primo e delle relative “Istruzioni per l’uso”. Quella proposta da Paolini è una storia quasi fantascientifica che racconta di un futuro probabile fatto di cose, di bestie e di umani rimescolati insieme. Numero Primo è anche il soprannome del protagonista, figlio di Ettore e di madre incerta. Marco Paolini e Gianfranco Bettin, coautori di questo lavoro, sono partiti da alcune domande: qual è il rapporto di ciascuno di noi con l’evoluzione delle tecnologie? Quanto tempo della nostra vita esse occupano? Quanto sottile è il confine tra intelligenza biologica e intelligenza artificiale? Al narratore sulla scena toccherà dunque il compito di rendere credibili cose possibili domani, ma che oggi appaiono inverosimili.
In forma di lettura scenica verrà presentato in anteprima lunedì 7 a Ulassai “Quasi Grazia”, nuova produzione di Sardegna Teatro tratta dall’omonimo romanzo di Marcello Fois che debutterà in forma definitiva a settembre, e che vede per la prima volta nel ruolo di interprete la scrittrice Michela Murgia, nel ruolo di Grazia Deledda. Al centro del lavoro vengono posti tre momenti topici della vita della scrittrice: il giorno in cui lascia la Sardegna, quello in cui vince il Nobel, e quello in cui apprende la sua malattia.
Tra i numerosi appuntamenti in programma ( al completo sul sito www.cadadieteatro.com ) sono da segnalare il ritorno a 30 anni di distanza della clown svizzera Gardi Hutter con le sue esilaranti e stralunate gag ispirate a Giovanna D’Arco, (e, sempre dedicato ai piccoli l’incontro con Giancarlo Biffi e il suo Gufo Rosmarino), la nuova produzione Cada die “Cielo Nero” spettacolo interpretato da Pierpaolo Piludu con la regia di Mauro Mou frutto di una lunga ricerca su Cagliari sotto le bombe che giunge a compimento con la collaborazione drammaturgica di Francesco Niccolini, il Macbettu di Sardegna Teatro e gli incontri con gli scrittori di Jerzu a partire da Gesuino Nemus.
Il Festival, che proseguirà sino al 10 con appuntamenti in tutte le ore della giornata, tra spettacoli teatrali, performance di realtà emergenti, laboratori teatrali, presentazioni di libri, sarà caratterizzato anche quest’anno da interessanti anteprime. La prima occasione in questo senso sarà alle 21.30 di sabato alla Stazione dell’Arte di Ulassai con “Che fine hanno fatto gli indiani Pueblo”, uno studio di Ascanio Celestini, seconda parte di una trilogia che racconta vicende di personaggi ai margini della narrazione, barboni o prostitute che spesso stentano a sopravvivere ma aspettano qualcosa di prodigioso, e ci credono così tanto che alla fine quel prodigio accade.
La partecipazione di Marco Paolini, secondo grande ritorno al festival, dopo l’appuntamento di domenica a Osini con il reading “U. Piccola Odissea tascabile”, proporrà martedì 8 dalle ore 20 alla Cantina Antichi Poderi di Jerzu la seconda e attesa parte di “Numero Primo”, presentato in anteprima nella scorsa edizione. Si tratterà anzi di una maratona, visto che questo progetto speciale per il festival 2017 prevede la presentazione dell’evoluzione dello studio per un nuovo Album Numero Primo e delle relative “Istruzioni per l’uso”. Quella proposta da Paolini è una storia quasi fantascientifica che racconta di un futuro probabile fatto di cose, di bestie e di umani rimescolati insieme. Numero Primo è anche il soprannome del protagonista, figlio di Ettore e di madre incerta. Marco Paolini e Gianfranco Bettin, coautori di questo lavoro, sono partiti da alcune domande: qual è il rapporto di ciascuno di noi con l’evoluzione delle tecnologie? Quanto tempo della nostra vita esse occupano? Quanto sottile è il confine tra intelligenza biologica e intelligenza artificiale? Al narratore sulla scena toccherà dunque il compito di rendere credibili cose possibili domani, ma che oggi appaiono inverosimili.
In forma di lettura scenica verrà presentato in anteprima lunedì 7 a Ulassai “Quasi Grazia”, nuova produzione di Sardegna Teatro tratta dall’omonimo romanzo di Marcello Fois che debutterà in forma definitiva a settembre, e che vede per la prima volta nel ruolo di interprete la scrittrice Michela Murgia, nel ruolo di Grazia Deledda. Al centro del lavoro vengono posti tre momenti topici della vita della scrittrice: il giorno in cui lascia la Sardegna, quello in cui vince il Nobel, e quello in cui apprende la sua malattia.
Tra i numerosi appuntamenti in programma ( al completo sul sito www.cadadieteatro.com ) sono da segnalare il ritorno a 30 anni di distanza della clown svizzera Gardi Hutter con le sue esilaranti e stralunate gag ispirate a Giovanna D’Arco, (e, sempre dedicato ai piccoli l’incontro con Giancarlo Biffi e il suo Gufo Rosmarino), la nuova produzione Cada die “Cielo Nero” spettacolo interpretato da Pierpaolo Piludu con la regia di Mauro Mou frutto di una lunga ricerca su Cagliari sotto le bombe che giunge a compimento con la collaborazione drammaturgica di Francesco Niccolini, il Macbettu di Sardegna Teatro e gli incontri con gli scrittori di Jerzu a partire da Gesuino Nemus.
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