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Cabiddu e Pau premiati al festival di Bobbio

Cabiddu e Pau premiati al festival di Bobbio

Gobbo d’oro come miglior film a “La stoffa dei sogni”, premio speciale per “L’accabadora” 

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BOBBIO. La Sardegna conquista il Bobbio Film Festival, rassegna promossa da oltre vent’anni da Marco Bellocchio (autore di film come “I pugni in tasca”, “Buongiorno notte”, “Fai bei sogni”, solo per citarne alcuni) affiancato da Paola Pedrazzini. Ieri sera, nei chiostri di San Colombano a Bobbio, si è tenuta la premiazione dei migliori film proposti durante il festival, scelti da una giuria composta da giovani critici cinematografici e presieduta dallo stesso Bellocchio. Ad aggiudicarsi il premio più ambito, il “Gobbo d’oro”, è stato il Gianfranco Cabiddu con il suo film (già pluripremiato) “La stoffa dei sogni”.

Questa la motivazione del riconoscimento - una scultura realizzata dall’artista piacentino Luigi Scaglioni - consegnato da Marco Bellocchio: «Per una struttura narrativa capace di recuperare una tradizione letteraria e popolare, che trova nel teatro un veicolo di libertà in uno scenario in cui vita e rappresentazione della stessa si incontrano sul palcoscenico».

Gianfranco Cabiddu fonde “L’arte della commedia” di Eduardo De Filippo e la riscrittura che Eduardo stesso fece de “La tempesta” di Shakespeare, creando un piccolo gioiello che ha fatto incetta di premi. “La stoffa dei sogni” ha infatti già ottenuto il David di Donatello per la sceneggiatura non originale, il Globo d’oro della Stampa Estera per il miglior film e altri riconoscimenti al SabaudiaFilm, il World Fest di Houston e all’Ischia Global Film & Music Fest. A questi premi ora si aggiunge anche il “Gobbo d’oro” del Bobbio Film Festival.

Un riconoscimento importante è andato anche a Enrico Pau, per “L’accabadora”: il premio speciale del quotidiano Libertà di Piacenza. Il riconoscimento - una scultura, riproduzione del primo numero del quotidiano Libertà - è stato ritirato dallo stesso regista cagliaritano già autore di “Pesi leggeri” e “Jimmy della collina”. In questo suo nuovo lungometraggio, “L’accabadora”, dirige Donatella Finocchiaro nel ruolo della protagonista Annetta che vive in un microcosmo arcaico condannata a un macabro ruolo che ha ereditato dalla madre. Fino a quando non si trasferisce a Cagliari. Nel 1943, quando la città viene bombardata.

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