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La Sardegna che guarda al mondo

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Dal 1° al 3 settembre a Cagliari il festival letterario di Chourmo. Tema, “Il mare intorno”

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CAGLIARI. Quindici anni di Marina Cafè Noir, il primo e più longevo Festival letterario della Sardegna. Quindici anni di storie resistenti, quindici anni di utopie dal respiro libertario, quindici anni di letterature applicate. Il Festival, organizzato come sempre dall’associazione culturale Chourmo, torna a Cagliari da venerdì 1° a domenica 3 settembre.

Tre giornate dense di appuntamenti con scrittori, musicisti, storici, giornalisti, attori, antropologi, sociologi e urbanisti che animeranno il Giardino sotto le Mura e il Terrapieno, sotto le mura di Castello, sul versante dei campi sportivi. «Il mare intorno» è il tema scelto per questa edizione del Festival, un omaggio alla Sardegna, alle sue bellezze. Una riflessione sull’attualità, su quello che succede a chi guarda il nostro mare come una speranza. Ma anche ovviamente un omaggio all’opera e allo spessore umano e intellettuale di Giulio Angioni, scrittore e antropologo che – con entusiasmo e generosità - molte volte è stato ospite del Marina Cafè Noir. Dal suo “Il mare intorno” (Sellerio), il bellissimo reading in una delle prime edizioni del Festival.

Si comincia venerdì 1° settembre ai campi sportivi del Terrapieno, dove alle 18 Maurizio Memoli e Veronica Chisu dialogano con Björn Larsson. Una riflessione, quella insieme all’autore svedese di “La vera storia del pirata Long John Silver”, attorno al bisogno di libertà, intesa come traguardo possibile soltanto in relazione con gli altri. Una storia di mare, dove Larsson spesso scrive e riflette, a bordo di quel suggestivo studio galleggiante che è la sua barca.

Tra gli appuntamenti del 2 settembre, alle 21 è la volta di una delle voci più interessanti e più riconosciute della letteratura europea, quella di Kader Abdolah, scrittore iraniano divenuto cittadino olandese, capace di unire la tradizione orientale con un rinnovamento e una contaminazione dei temi. Insieme alla giornalista Francesca Fradelloni, una conversazione su “Un mosaico di storia – Bazar d’Europa”.

Nel programma di domenica 3 settembre da segnalare, alle 19, un appuntamento con i grandi temi legati all’attualità: l’antropologa Alessandra Marchi presenta “Le nostre rivoluzioni”, un dialogo con Tatiana Montella del Collettivo Degender Communia. Un focus sulla violenza contro le donne, sulla negazione della libertà. Al Marina Cafè Noir voci di donne che non ammettono più di essere soffocate, negate, oltraggiate, ignorate. Dalle 20 poi tutti al Giardino sotto le Mura per “Stagioni di malinconia”, nuovo incontro con un altro esponente della grande letteratura francese: Philippe Georget, giornalista e scrittore giramondo. E ancora, dai romanzi francesi alla letteratura anglosassone, sempre nel solco dei grandi autori internazionali al Marina Cafè Noir: alle 21 è la volta di Jonathan Lee, scrittore inglese che vive e lavora negli USA, autore de “Il tuffo”, il primo dei suoi tre romanzi a essere pubblicato in Italia. Conduce la conversazione Marco Cassini, editore di Sur e storico co-fondatore di Minimum Fax, si occuperà della traduzione un’interprete d’eccezione: Martina Testa.

Spazio anche alle mostre. La Mediateca del Mediterraneo ospiterà dal 28 agosto all'11 settembre "Volti", la galleria degli autori che negli anni hanno partecipato a Marina Café Noir firmata da Alec Cani e Rosi Giua. Parallelamente si potrà vedere "Quelli dall'utopia sconfinata", immagini dall'edizione 2016 del Festival di Alec Cani, e si potrà consultare la guida bibliografica e musicale sul Festival a cura dell'associazione Tusitala. Nella prima settimana di settembre al giardino sotto le Mura saranno allestite “Parole africane”, mostra di parole e immagini di Marco Aime, e “Il mare di Valentina”, disegni di Valentina Fanni.

Il programma in dettaglio sul sito www.marinacafenoir.it.

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