Il live dei Litfiba a Cagliari, rock che resiste
di Andrea Musio
Una performance di eccezionale livello che è partita dagli album anni Ottanta per arrivare all’ultimo lavoro, “Eutòpia”
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CAGLIARI. Un’ energia che non da segni di cedimento. Una forte scarica di adrenalina, nel concerto di ieri sera, dei Litfiba. Una band in ottima forma ha messo a segno un set che mostra i muscoli ma non nasconde il cuore. Salta subito all'occhio, e rincuora, la sintonia fra Piero Pelù e Ghigo Renzulli. Del resto i dissidi che li portarono all'allontanamento, e all'uscita di Pelù dal gruppo, sono stati risanato otto anni fa e da allora hanno sfornato tre dischi, uno dei quali live, facenti parte di una nuova trilogia dedicata agli Stati. Una band compatta e in ottima forma ha messo in scena una performance scintillante, per l'unica data isolana, allestita all'Arena Sant'Elia da Imaginevents ed inserito nel cartellone di Sem nella rassegna “Festival Musica e Spettacoli”. Una serata con tutte le carte in regola per essere un grande evento che ha richiamato nel capoluogo sardo oltre 3000 persone da tutta l'isola. Fan che hanno atteso l'apertura dei cancelli sin dal tardo pomeriggio mentre, ora dopo ora, i pullman raggiungevano la location da ogni angolo della Sardegna.
Instancabili Litfiba nel concerto durato quasi due ore e mezzo in cui hanno ripercorso le tappe più importanti della loro carriera. Dal disco che li portò al successo “Desaparecido” datato 1985 fino al nuovissimo “Eutòpia” dal quale hanno suonato dal vivo gran parte delle canzoni che lo compongono. Complice della riuscita, la buona band di supporto per accompagnare il carisma e la presenza scenica trascinante di Pelù e il sempre composto Renzulli alla chitarra. Luca Martelli (batteria e cori), Ciccio Licausi (basso) e Fabrizio Simoncini (tastiere e cori). Se la scenografia ed i giochi di luci colpiscono da subito è la musica che rompe gli indugi. Un occhio di riguardo anche nei confronti del precedente “Grande nazione”. Un pubblico variegato e partecipe, non disdegna le nuove composizioni anche se, sono le hit del passato a suscitare più interesse. “Lacio Drom”, “Regina di cuori”, “Cangaceiro” ed ancora “El diablo” e “Lo spettacolo” tra le più apprezzate. Dal rock martellante a quello che si tinge con la musica New Wave degli esordi, fino a le ballate più melanconiche.
Ci sanno ancora fare i Litfiba e lo dimostrano ad ogni brano in scaletta composta in totale da 21 canzoni. Tengono il livello costantemente alto ed il pubblico in platea risponde come merita il gruppo sotto i riflettori. Uno scambio continuo di energia ed affetto. Cosa gradita da Piero Pelù e compagni che hanno fatto della Sardegna una loro seconda casa e dove godono di uno zoccolo duro da grandi numeri, nonostante, l'ultimo disco, sia stato fortemente criticato dalla stampa di settore e dai più vecchi aficionados della band fiorentina. Un rock che travolge e non si discosta tanto dai suoni di quindici anni fa. Trent'anni sulla scena ed ancora oggi i Litfiba godono di un ricambio generazionale che poche formazioni rock in Italia (e nel mondo) possono vantare.
Instancabili Litfiba nel concerto durato quasi due ore e mezzo in cui hanno ripercorso le tappe più importanti della loro carriera. Dal disco che li portò al successo “Desaparecido” datato 1985 fino al nuovissimo “Eutòpia” dal quale hanno suonato dal vivo gran parte delle canzoni che lo compongono. Complice della riuscita, la buona band di supporto per accompagnare il carisma e la presenza scenica trascinante di Pelù e il sempre composto Renzulli alla chitarra. Luca Martelli (batteria e cori), Ciccio Licausi (basso) e Fabrizio Simoncini (tastiere e cori). Se la scenografia ed i giochi di luci colpiscono da subito è la musica che rompe gli indugi. Un occhio di riguardo anche nei confronti del precedente “Grande nazione”. Un pubblico variegato e partecipe, non disdegna le nuove composizioni anche se, sono le hit del passato a suscitare più interesse. “Lacio Drom”, “Regina di cuori”, “Cangaceiro” ed ancora “El diablo” e “Lo spettacolo” tra le più apprezzate. Dal rock martellante a quello che si tinge con la musica New Wave degli esordi, fino a le ballate più melanconiche.
Ci sanno ancora fare i Litfiba e lo dimostrano ad ogni brano in scaletta composta in totale da 21 canzoni. Tengono il livello costantemente alto ed il pubblico in platea risponde come merita il gruppo sotto i riflettori. Uno scambio continuo di energia ed affetto. Cosa gradita da Piero Pelù e compagni che hanno fatto della Sardegna una loro seconda casa e dove godono di uno zoccolo duro da grandi numeri, nonostante, l'ultimo disco, sia stato fortemente criticato dalla stampa di settore e dai più vecchi aficionados della band fiorentina. Un rock che travolge e non si discosta tanto dai suoni di quindici anni fa. Trent'anni sulla scena ed ancora oggi i Litfiba godono di un ricambio generazionale che poche formazioni rock in Italia (e nel mondo) possono vantare.
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