Il Pardo d’oro al regista cinese Wang Bing
di Claudio Scarinzi
Premiato a Locarno per un docufilm che ha come protagonista una donna malata di Alzheimer
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LOCARNO. Con “Mrs. Fang”, un docufilm che racconta gli ultimi giorni di vita di una contadina malata di Alzheimer, il regista cinese Wang Bing ha vinto il Pardo d’oro alla settantesima edizione del Festival di Locarno. Sempre nel concorso internazionale il Premio speciale della giuria è andato ad “As Boas Maneiras” di Juliana Rojas e Marco Dutra, il Pardo per la miglior regia a F.J. Ossang per “9 Doigts”, il Pardo per la miglior interpretazione femminile a Isabelle Huppert per “Madame Hyde” e il Pardo per la miglior interpretazione maschile a Elliott Crosset Hove per “Vinterbrodre”. Nessuna opera italiana ha ottenuto riconoscimenti nelle varie sezionei, ma tra queste ha raccolto applausi “Surbiles” di Giovanni Columbu presentato nella categoria Signs of Life dedicata alla frontiera della settima arte tra narrazioni inedite e innovazioni di linguaggio.
In “Mrs. Fang” Wang Bing racconta di Fang Xiuying, nata a Huzhou nel 1948. L’anziana donna si ammala di Alzheimer, convive con il peggioramento neurologico dato dalla malattia per otto anni, ma a un certo punto la terapia che le viene somministrata in una casa assistita diventa inefficace. Nel giugno del 2016 le cure vengono interrotte e la degente riportata a casa. E qui c’è la narrazione precisa di Wang Bing, grande documentarista cinese già premiato a Venezia nel 2012 con “Three Sisters” e l’anno scorso con “Bitter Money”. La signora viene ripresa in tutte le fasi della giornata e delle cure, se così si possono chiamare, domiciliari. Allo stesso tempo la comunità familiare si alterna al suo capezzale per accudirla e salutarla: viene così documentato un mix delle attività di parenti e nipoti fra notte e giorno. Su cosa fare, sulla metabolizzazione ed elaborazione del lutto. Fang Xiuying oggi non c’è più: rimane il suo testamento visivo, firmato da un grande cineasti contemporaneo.
Autore che, tra l’altro, si vedrà anche nel nuovo lavoro di Peter Marcias “Uno sguardo alla terra”. Un omaggio a Fiorenzo Serra per il quale il regista sardo ha coinvolto grandi documentaristi. Tra questi appunto Wang Bing al quale è stato fatto vedere “L’ultimo pugno di terra” di Serra. Spunto per una discussione sul cinema del reale, al centro di questo interessante progetto diretto da Peter Marcias.
In “Mrs. Fang” Wang Bing racconta di Fang Xiuying, nata a Huzhou nel 1948. L’anziana donna si ammala di Alzheimer, convive con il peggioramento neurologico dato dalla malattia per otto anni, ma a un certo punto la terapia che le viene somministrata in una casa assistita diventa inefficace. Nel giugno del 2016 le cure vengono interrotte e la degente riportata a casa. E qui c’è la narrazione precisa di Wang Bing, grande documentarista cinese già premiato a Venezia nel 2012 con “Three Sisters” e l’anno scorso con “Bitter Money”. La signora viene ripresa in tutte le fasi della giornata e delle cure, se così si possono chiamare, domiciliari. Allo stesso tempo la comunità familiare si alterna al suo capezzale per accudirla e salutarla: viene così documentato un mix delle attività di parenti e nipoti fra notte e giorno. Su cosa fare, sulla metabolizzazione ed elaborazione del lutto. Fang Xiuying oggi non c’è più: rimane il suo testamento visivo, firmato da un grande cineasti contemporaneo.
Autore che, tra l’altro, si vedrà anche nel nuovo lavoro di Peter Marcias “Uno sguardo alla terra”. Un omaggio a Fiorenzo Serra per il quale il regista sardo ha coinvolto grandi documentaristi. Tra questi appunto Wang Bing al quale è stato fatto vedere “L’ultimo pugno di terra” di Serra. Spunto per una discussione sul cinema del reale, al centro di questo interessante progetto diretto da Peter Marcias.
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