La Nuova Sardegna

Ejzenstejn e la rivoluzione

di Fabio Canessa
Ejzenstejn e la rivoluzione

Domani a Nuoro il capolavoro “La corazzata Potemkin” con musica dal vivo

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NUORO. «Per la notte un film di Ejzenstejn sulla rivoluzione», citando una meravigliosa canzone (Prospettiva Nevskij) di Franco Battiato. La proposta - che farebbe molto felice «il potentissimo professor Guidobaldo Maria Riccardelli» di fantozziana memoria - arriva dal progetto CineMan nato dalla collaborazione tra Man, Museo Ciusa e Fondazione Sardegna Film Commission: domani a Nuoro verrà proiettato “La corazzata Potemkin”.

Uno dei film più famosi della storia del cinema il lungometraggio realizzato nel 1925 da Sergej Michajlovic Ejzenstejn, anche se in pochi lo hanno visto. Tutti lo conoscono per le molte citazioni presenti in altri film, in particolare per “Il secondo tragico Fantozzi” dove la corazzata (trasformata in Kotiomkin) diventa l’incubo degli impiegati costretti alla visione dal loro superiore «fanatico cultore del cinema d’arte» proprio la sera di un’attesa partita della Nazionale di calcio contro l’Inghilterra. Sull’ingiusto (si parla di un capolavoro) quanto iconico sfogo di Fantozzi, entrato così fortemente nell’immaginario collettivo che è inutile riportarlo, hanno giocato i curatori Carlotta Lucato e Francesco Pirisi tanto da intitolare l’appuntamento in programma alle 20.30 nel cortile del Museo Ciusa “Una serata pazzesca!”.

La proiezione, con copia fornita dalla Società Umanitaria-Cineteca Sarda, sarà quella integrale (circa 75 minuti) con accompagnamento musicale dal vivo di Valerio Marras e Stefano Tore. Quest’ultimo autore, tra le altre cose, delle musiche di “Surbiles”, il nuovo film di Giovanni Columbu al quale è stato affidato il compito di presentare domani “La corazzata Potemkin”. Insieme al regista ci sarà Alessandro Stellino, critico cinematografico e direttore artistico del festival IsReal dedicato al cinema del reale in programma a inizio ottobre a Nuoro. Dopo i loro interventi spazio alle immagini di Ejzenstejn, sequenze di grande forza visiva ed espressiva che si susseguono vorticosamente per le scelte di montaggio del maestro russo. Un film, nato per celebrare la rivoluzione del 1905, strutturato in cinque atti. Nel quarto si assiste alla famosa scena della scalinata di Odessa, oggetto di parodia in Fantozzi, ma anche omaggiata (due anni prima del film diretto da Luciano Salce) in “C’eravamo tanto amati” di Ettore Scola con la rievocazione sui gradini di Trinità dei Monti fatta dal personaggio interpretato da Stefano Satta Flores.

Un film da scoprire per chi si è sempre fermato di fronte al pregiudizio di pesantezza e da rivedere per ogni appassionato di cinema. La possibilità di una visione collettiva (e particolare per le musiche dal vivo) arriva dal bel progetto CineMan che in occasione della mostra “Amore e Rivoluzione” al Man, dedicata ai linguaggi dell’avanguardia russa nell’anno del centenario della Rivoluzione di Ottobre, propone il capolavoro di Ejzenstejn. Un’operazione che segue la rassegna sull’espressionismo tedesco (legata a una mostra sul tema) e quella su New York con film messi in relazione al lavoro della fotografa Berenice Abbott.

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