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L’Asinara, isola del cinema ricca di “Pensieri e parole”

L’Asinara, isola del cinema ricca di “Pensieri e parole”

Successo per la rassegna diretta da Sante Maurizi che si è chiusa lunedì. Nella serata finale anche un omaggio all’irlandese Constance Markievicz

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L’ASINARA. Il festival “Pensieri e parole” inizia con un viaggio, in mare: Stintino-Cala Reale una breve tratta che trasforma un ticket di ingresso in una vera partenza. La motonave leva gli ormeggi ed è un rumore che aiuta anche la mente a “staccare”, sul ponte si sta bene arriva il vento e puoi vedere all’orizzonte: l’Asinara. Mare liscio come l’olio, attracco morbido, invece di un foyer trovi il pontile e il palco è più in là in mezzo ad un prato.

Non c'è un vero inizio né una vera fine perché tutto è un po’ informale al festival dell'Asinara, il pubblico si accomoda da presto in platea e applaude il sound check, e gli artisti che parlano sul palco poi li incontri anche “in giro” e magari ci chiacchieri un po’.

Da dodici edizioni è questa l’offerta del festival “Pensieri e Parole: libri e film all’Asinara” curato da Sante Maurizi per Cinearena un mix di cultura e natura in un ambiente informale che di anno in anno attira sempre più l'interesse del pubblico. Ottimo riscontro generale, tutto esaurito nella serata conclusiva che ha avuto come ospite Gianfranco Cabiddu premiato (tra gli altri riconoscimenti) con il Globo d’oro della stampa estera per il film “La stoffa dei sogni” ambientato proprio all’Asinara. Il regista dopo tre anni dalle riprese è tornato nell’isola per raccontare sul palco del festival il percorso di successo del film che è stato proiettato al termine della serata e salutato da un lunghissimo applauso. «Mi è piaciuto quando l'ho visto al cinema - dice Giovanna che è venuta da Sassari con la figlia - ma volevo rivederlo qui ed è stato emozionante riconoscere sullo schermo i luoghi dell’Asinara che avevamo appena visitato, anche noi un po' naufraghi su quest’isola come i protagonisti del film».

Applausi anche per “A casa mia” di Mario Piredda vincitore del David di Donatello come miglior cortometraggio.

A introdurre la giornata conclusiva di Pensieri e Parole era stato invece il progetto “Lettere dal carcere” incentrato sul testo omonimo di Constance Markievicz e ispirato alla rivoluzione irlandese del 1916. A moderare il dibattito è stata la giornalista Cristina Nadotti che ha dialogato con Loredana Salis, autrice del volume “Constance Markievicz. Lettere dal carcere. L'Irlanda verso la libertà”, e con Lucia Angelica Salaris che si è occupata della traduzione. Il progetto è stato impreziosito dagli interventi musicali e dai canti irlandesi di Daniela Cossiga, Fabio Deledda e Salvatore Delogu. In scaletta alcune della più famose ballad della tradizione irlandese ispirate al sentimento di coesione identitaria del popolo irlandese.

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